martedì, agosto 23, 2005

Da Hiroshima a Manhattan

Fonte: Counterpunch

Traduzione per comedonchisciotte a cura di EGON SCHIELE

Da Hiroshima a Manhattan

Di William A. Cook

La tragedia delle Torri Gemelle ci consente un momento di riflessione, una possibilità per gli americani di guardare indietro, per vedere il mondo come quelli che, al di là dei nostri confini, vedono noi, vittime di un orrore troppo incredibile da contemplare, la detonazione intenzionale di strutture civili, con l'esplicita e calcolata cognizione che vite innocenti sarebbero arse vive senza possibilità di identificazione. E, infatti, la reazione è stata viscerale nel cuore di ogni americano. Come è stata istantanea, in tutti gli americani, la risposta alle torri che si sbriciolavano. Quanto è stata galvanizzata la risposta in tutta l'America nelle donazioni per i vigili del fuoco e gli agenti di polizia caduti, nel lutto per i genitori e parenti delle vittime, e nella corsa alle banche del sangue. Tutti hanno sentito l'impatto, condiviso le perdite, e sofferto l'angoscia per quelli che scomparvero nel terrore dei detriti infiammati, delle pietre cadenti, della cenere soffiante. Gli americani conoscono personalmente l'orrore della guerra in casa propria.
Ma gli americani, per la maggior parte, sanno poco o niente delle azioni intraprese in loro nome che hanno contribuito all'odio viscerale, evidente in tutto il mondo, che affligge ogni loro passo.[...]

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L’evoluzione dell'uomo

« L'uomo moderno vive nel sonno; nato nel sonno, egli muore nel sonno. Del sonno, del suo significato e della parte che ha nella vita, parleremo più tardi, ora riflettete soltanto su questo: che cosa può conoscere un uomo che dorme? Se ci pensate, ricordandovi nello stesso tempo che il sonno è la caratteristica principale del nostro essere, subito vi diverrà evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzi tutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioè sulla maniera di cambiare il suo essere. »

L’EVOLUZIONE DELL’UOMO PUO’ ESSERE CONSIDERATA COME LO SVILUPPO IN LUI di quei poteri e quelle possibilità che non si sviluppano mai da sole, ovvero in modo meccanico. Solo questo tipo di sviluppo, solo questo tipo di crescita consente una reale evoluzione dell’uomo. Non vi è, né vi può essere un qualsiasi altro tipo di evoluzione…

Parlando di evoluzione, è necessario comprendere fin dall’inizio che non è possibile alcuna evoluzione meccanica. L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua coscienza. E la coscienza non può evolvere incoscientemente. L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua volontà, e la “volontà” non può evolvere involontariamente. L’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione del suo potere di fare e “fare” non può essere il risultato di cose che “succedono.”

Da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" P.D. Ouspensky (Astrolabio)

sabato, agosto 20, 2005

I fantasmi dell'obitorio di Baghdad


Robert Fisk
Fonte: onemoreblog
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto per comedonchisciotte
[...] I funzionari dell’obitorio sono inorriditi dal livello di sadica crudeltà esercitata sui corpi che giungono in obitorio. «Molti sono stati ovviamente torturati, per lo più uomini», mi ha detto uno dei funzionari. «Hanno orribili bruciature sulle mani e sui piedi su altre parti del corpo. Molti hanno le mani dietro la schiena con le manette ai polsi e il nastro adesivo sugli occhi. I fori dei proiettili sono visibili sulla nuca, sul viso o sugli occhi. Sono esecuzioni». Mentre durante il regime di Saddam gli oppositori venivano giustiziati per mano del governo, il livello di anarchia che si riscontra attualmente a Baghdad, Mosul, Bassora è senza precedenti. «Il numero di morti del mese di luglio è il più alto della storia dell’Istituto Medico di Baghdad», ha dichiarato all’Independent un impiegato di alto livello della direzione.[...]

Apparentemente i morti non contano. Ma dovrebbero contare. La maggior parte hanno una età compresa tra i 15 e i 44 anni – la gioventù irachena – e se consideriamo che a luglio i morti sono stati 1.100 nella sola Baghdad, in tutto il Paese debbono essere stati almeno 3.000, ma forse il numero reale sfiora i 4.000. Nell’arco di un anno si arriva ad una cifra di 36.000 morti, un dato questo che colloca in una prospettiva molto più realistica il controverso numero di 100.000 morti a far tempo dall’inizio dell’invasione.
Non è possibile distinguere le ragioni di queste migliaia di morti violente. Alcuni uomini e donne sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco ai posti di blocco americani, altri sono stati assassinati, senza dubbio, dagli insorti o dai ladri. Alcuni, morti a causa di «corpi contundenti», sono stati probabilmente vittima di incidenti stradali. Alcune donne sono state probabilmente vittima di «delitti d’onore» – perché sospettate dai parenti di avere una relazione con l’uomo sbagliato. Altri ancora sono stati assassinati perché considerati ‘collaboratori’ o massacrati perché sospettati di simpatizzare per gli insorti dai loro assassini filo-governativi.
Ai medici è stato detto che i cadaveri portati all’obitorio dalle forze armate americane non debbono essere sottoposti ad autopsia (con la strana scusa che l’autopsia è già stata effettuata dagli americani).[...]

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venerdì, agosto 19, 2005

Influenza

Via mirumir sappiamo che gli addetti alle pubbliche relazioni di George W. Bush fanno sapere che il presidente si è portato in vacanza nel suo ranch texano questi libri:
Salt: A World History di Mark Kurlansky.
Alexander II: the Last Great Tsar di Edvard Radzinsky
The Great Influenza: The Epic Story of the Deadliest Plague in History di John M Barry.

Ma va, non avrà mica che vedere con l’influenza che sta affettando il mondo e che minaccia di uccidere a tanti?

giovedì, agosto 18, 2005

Sieti pronti per la terza guerra mondiale?

Io definitivamente no...
John Kaminski
Fonte:www.johnkaminski.com/
Link
25.07.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D'AMICO

Sieti pronti per la terza guerra mondiale?

Arrivati al momento della verità, vi sarà rimasto abbastanza tempo per pensare a quello che avreste potuto fare per fermarla?
Fingiamo, per un momento, che questa sia una domanda ipotetica.
Fingiamo, solo per amor di discussione, che per voi, comodamente seduti in poltrona, di fronte al grande schermo tv, a pochi e brevi passi dagli spuntini ansiolitici che avete in frigo, che questo sia solo un esercizio accademico di psicologia e geopolitica, la compita tavola rotonda che esperti immaginari potrebbero indire nel caso che un certo numero di previsioni pessimistiche dovessero per coincidenza realizzarsi... tutte in una volta.
E teniamo presente, nella calma sicurezza del nostro tran tran quotidiano, che ogni somiglianza tra questo dibattito immaginario e fatti o persone morte o viventi potrebbe non essere puramente accidentale.
Bene, ci siete? Fingete che sia solo un'ipotesi. Per svago. Possiamo cominciare.

Sei pronto per le Terza Guerra Mondiale?

- Ma che è questa patetica paranoica puttanata? Di che si tratta, un'altra esercitazione tipo Millennium Bug? Tanto rumore per nulla, dico.

Ricorda. Dovresti fingere che sia solo un'ipotesi. Eri d'accordo.

- Va bene, va bene. Vediamo. Mmmm... certo che non sono pronto. Nessuno è pronto per la Terza Guerra Mondiale. NON SI PUO' essere pronti per una cosa così.

Che farai quando scoppierà?

- Credo che me ne starò seduto a farmi vaporizzare. Cos'altro si potrebbe fare?

Allora questo vuol dire che non sei pronto?

- Certo che non sono pronto per la Terza Guerra Mondiale! Perché, c'è qualcuno che sarebbe pronto per la Terza Guerra Mondiale?

Sì, credo che qualcuno sia pronto.

- Ah, sì? E chi?

Be', come minimo di categorie ce ne sono tre. Per prima c'è la gente che è già vittima dei principali conflitti, la gente in Palestina, Iraq, Afghanistan, Serbia, Colombia, per non parlare della Birmania, le Filippine, il Sudan, lo Zimbawe, il Congo e altri paesi. Sono persone che già adesso frugano nelle discariche di rifiuti (spesso radioattivi) per mettere insieme il pranzo con la cena; qualche invasore gli ha già ammazzato i figli o i parenti, si limitano a sopravvivere, e non gli interessa se il cibo o gli oggetti che trovano siano radioattivi o meno, perché quando hai un'aspettativa di vita di qualche settimana o mese a queste cose non ci fai caso. La sopravvivenza si affronta giorno per giorno. Se le superpotenze che hanno le armi le usassero per distruggersi a vicenda, sarebbe in fondo una buona notizia per chi è abituato a frugare nei cassonetti.

Per seconda viene la gente che pianifica e desidera una guerra nucleare. Si sono già costruiti solidi bunker chilometri sotto terra. Ce ne sono molti, negli USA e in Europa. Ritengono di potersela cavare, e sono in possesso di una nuova tecnologia segreta in grado di neutralizzare gli effetti nocivi delle radiazioni, e la terranno nascosta fino al tempo del dopobomba, così quando il campo sarà libero verranno fuori e continueranno a fare un sacco di soldi con un paio di attività: rimuovere macerie radioattive e impossessarsi dei terreni i cui proprietari sono stati inceneriti, o stanno morendo lentamente per l'avvelenamento da radiazioni, o semplicemente sono scappati verso climi più ospitali.

Per terzi ci sono quelli che hanno capito cosa stava per succedere, e hanno avuto la previdenza di trasferirsi in qualche posto lontano, nell'Emisfero Meridionale. A meno che le esplosioni nucleari non modifichino l'inclinazione dell'asse terrestre, quelli che si troveranno nella parte inferiore dell'Emisfero Meridionale saranno relativamente al sicuro dall'inverno nucleare che seguirà alla Terza Guerra Mondiale, e che renderà l'intero Emisfero Settentrionale del tutto inabitabile. Nel mondo i venti hanno flussi piuttosto localizzati, a livello di emisferi, cosiché quelli che soffiano nell'Emisfero Settentrionale non raggiungono quello Settentrionale, e viceversa, anche se la potenza e l'estensione delle esplosioni di una guerra nucleare totale qualche sconfinamento lo provocheranno.

- Ehi, figlio di una gran bombarda! Ti sei già fatto i tuoi conti. eh?

Cosa farai quando accadrà veramente?

- Accadrà veramente che?

Quando la Terza Guerra Mondiale scoppierà davvero.

- E come faccio ad accorgermene?

Be', le maniere sono tante. Se vivi un un'area urbana come New York o Pechino o il Cairo o Teheran, te ne accorgerai vedendo un lampo di luce più intenso di quanto tu possa mai immaginare, ma solo per un millisecondo, dopodiché non vedrai più nulla, mai più. Se, come molti, vivi in una città abbastanza vicina a questi grandi centri, probabilmente sentirai dei colpi colossali e ti chiederai come mai la casa ti si sta disintegrando attorno. Se le macerie ti lasceranno vivo vedrai dei lampi di luce irradiarsi nell'atmosfera, sentirai delle scosse di terremoto relativamente deboli, e nel giro di poche ore potrai vedere una tenebra fumosa dirigersi verso di te dalle città, una tenebra che diventerà sempre più nera col passare delle ore.

A seconda dell'acutezza dei sensi di ciascun individuo, sarà questione di minuti o di ore rendersi conto che nessuno vedrà più il sole, dato che nessuno sopravviverà al terribile freddo che seguirà a un oscuramento del sole che durerà probabilmente trai cinque e i quindici anni, tranne, come ho detto, nei posti fortunatissimi giù nell'Emisfero Meridionale. Ti sei mai chiesto come mai tutti quegli israeliani stanno comprando grosse proprietà in Patagonia?

- Sarebbe a dire che non vedrò un qualche notiziario, che mi farà sentire una piccola fitta di pietà per qualcuno ammazzato in un paese lontano, per poter poi pensare ad altro e guardarmi la partita del lunedì sera con la mia solita intensa concentrazione?

Piuttosto difficile. Ma ecco una variante alla domanda iniziale. Cosa faresti se una fonte di cui ti fidi ti informasse che l'inizio della Terza Guerra Mondiale fosse solo questione di mesi? Che iniziative prenderesti per prepararti?

- Come faccio a sapere che è una notizia fidata?

Perché verrebbe da fonti a cui hai sempre creduto. Il giornale che leggi, il canale tv che segui, magari anche un sito web particolarmente affidabile.

- Ma dovrei davvero crederci? Abbandonare tutto quello per cui ho lavorato e faticato una vita, fare armi e bagagli perché ho letto un articolo che qualche giornalista, non importa quanto bene informato, potrebbe essersi soltanto sognato?

Va bene. Diciamo allora che hai un informatore all'interno del "governo segreto", ed è lui a parlarti del piano. Diciamo che guardi alla cosa dal punto di vista del gruzzolo che ti sei fatto con le informazioni finanziarie riservate che il tizio ti ha passato nel corso degli anni. E' uno che come niente ti può parlare del boss massonico Albert Pike, che nel 1871 predisse che ci sarebbero state TRE guerre mondiali, e che l'ultima sarebbe iniziata in Medioriente e avrebbe spazzato via in un colpo sia la cristianità ebraicizzata sia l'Islam. Ed è uno che ha inquietanti legami coi servizi di intelligence.

- Va bene, ho capito. Cosa farei? Mmmm...

Scapperesti o cercheresti di avvertire gli altri?

- Oh cavolo! Lo sai com'è quando dici alla gente che tu sai cosa sta succedendo veramente e loro invece no. Pensano che hai le pigne nel cervello, e nel migliore dei casi ti ignorano. Nel peggiore chiamano la Homeland Security, e allora ti ritrovi alla porta degli uomini con piccoli camici bianchi e grosse pistole. Come minimo ti isoleranno socialmente perché non sei d'accordo con quello che pensano tutti gli altri.

Allora, che farai?

- Be', credo che cercherei di scoprire se la soffiata è autentica o no, e se concludo che LO E', cercherei di avvertire le persone più in vista che conosco, per vedere se possono fare qualcosa.

Cosa potrebbe farti decidere se la soffiata è valida o no?

- Be', le nostre fonti migliori sono in tv, credo. Perlomeno è quello che tutti credono. Quasi tutti pensano che qualcosa non sia realmente reale finché non la vedono in tv.

Stai dicendo che quello che vedi in tv è davvero reale?

- No, non sono mica così ingenuo. Lo so che quello che trasmettono nei notiziari viene manipolato spesso dai proprietari dei network, per dare ai principali eventi mondiali il taglio che vogliono. Cacchio, per questo ci ritroviamo sempre in guerra.

E allora se qualcuno in tv, qualcuno di rinomato, se ne uscisse colla predizione della guerra nucleare totale? Questo ti smuoverebbe?

- Probabilmente no. Non ci crederei.

Allora diciamo che quella soffiata era vera e ti sei convinto. Che fai allora?

- Chiamo la polizia. E il politico che ho votato.

E se ti dicessero che sei picchiato? Se ti rispondessero che lo sanno loro chi sono i cattivi, perché hanno in mano le prove, ma non te le possono mostrare per ragioni di Sicurezza Nazionale, ma che stanno per ridurli in pulviscolo radioattivo?

- Non lo so. Mi metto a piangere? Corro strillando in mezzo alla strada? Va bene, solo un'ultima domanda. Se avessi il potere di influenzare un gran numero di persone, e il denaro per realizzare un piano d'azione efficace che possa fermare quelli che stanno progettare di usare armi nucleari, e fossi certo che il loro piano comporterebbe come minimo 50 anni di ininterrotte atrocità inflitte a gente innocente, di cui addosserebbero poi la colpa a incolpevoli capri espiatori...

CHE FARESTI?

venerdì, agosto 12, 2005

Curiosamente...



Via comedonchisciotte

C’è la CIA dietro gli “insorti” iracheni e il terrorismo globale?

DI FRANK MORALES

La necessità di un sempre maggiore livello di violenza sociale per sostenere i bisogni politici ed economici dell’insaziabile “complesso anti-terrorista” è l’essenza del nuovo militarismo americano.[...]

Questa era l’essenza, per esempio, dell’operazione Gladio, un’operazione di copertura durata decenni di stampo terrorista – provocatore e di truffa. L’apparente obiettivo di Gladio, ufficialmente lanciata come un programma NATO di copertura nel 1952, nacque per stabilire una rete clandestina di squadre “stay-behind”* che avrebbero organizzato resistenza armata e sabotaggi in caso di invasione sovietica nell’Europa occidentale. Ma la rete prese subito un ruolo molto più attivo. Diretta dai servizi segreti di USA e Nato contro le loro stesse popolazioni, l’Operazione Gladio condusse alla morte o alla menomazione di centinaia di innocenti in “attacchi terroristici”, che vennero poi scaricati su “sovversivi di sinistra” o altri oppositori politici. Il più famoso di questi attacchi fu quello del 1980, in cui venne fatta esplodere una bomba alla stazione di Bologna, che lasciò 85 morti. Inizialmente fatta ricadere su radicali di sinistra, l’esplosione si rivelò dopo le investigazioni come il lavoro di una rete di estrema destra collegata al gruppo Gladio in Italia; quattro neofascisti italiani vennero condannati per quel crimine.

L’obiettivo era ancora una volta duplice: demonizzare i nemici designati (i “comunisti”) ed impaurire l'opinione pubblica al fine di supportare un sempre maggior potere per lo stato di sicurezza nazionale. Sembra che il Pentagono abbia perfezionato operazioni in stile Gladio per un bel pezzo --- probabilmente è incluso l’11 settembre. Una forzatura della realtà? Probabilmente no.

Ne è una prova la discussione dei capi riuniti delle forze armate USA riguardo l’”Operazione Northwoods” nel 1962, un piano per far esplodere le “proprietà” USA --- inclusi cittadini americani --- al fine di giustificare l’invasione di Cuba. Più tardi il Manuale di Campo dell’esercito Americano 30-31B, intitolato “Intelligence delle Operazioni di Stabilità – Campi Speciali”, datato 18 marzo 1970 e firmato dal generale William C. Westmoreland, promuoveva attacchi terroristici (e il piazzamento di finte prove) in luoghi pubblici i quali sarebbero poi stati scaricati su “comunisti” e “socialisti”. Proponeva l’esecuzione di attacchi terroristici in tutta l’Europa dell’ovest, portati attraverso una rete di armate USA/NATO sotto copertura, al fine di convincere i governi europei della “minaccia comunista”.[...]

giovedì, agosto 11, 2005

Compassione


Una traduzione google di Lama Sing:
Non è essenziale il comandare a se stesso ad essere istantaneamente perfetto e poi avere paura ad ogni momento di mancare o fallire di questo stato perfetto; ma piuttosto pensare sulla vita in generale e intentare di fare ogni aspetto gioiosamente, prima su se stesso, e non essere arrabbiati con se stesso e non criticare se stesso, non giudicare rapidamente se stesso, e capire ed essere compassionati con i nostri sbagli e la nostra crescita. Perché?

[...] perché sappiamo che ognuno di voi deve avere l’esperienza di questi atteggiamenti compassionanti e d’amore in voi stessi con lo scopo di offrirli veramente e completamente agli altri.

mercoledì, agosto 10, 2005

Il Vampiro Lestat

Poca gente realmente cerca conoscenza in questo mondo - pochi realmente chiedono. Al contrario, provano ad estrarre dallo sconosciuto le risposte che già hanno modellato nelle loro menti - giustificazioni, conferme, le forme di consolazione senza su cui non possono continuare. Chiedere realmente è l'aprire la porta ad un turbine di vento. La risposta può annichilare la domanda ed il questionante. [ il vampiro Lestat, pp 332-333 ]

martedì, agosto 09, 2005

Da Hiroshima all’Iraq e ritorno, prove tecniche di massacri preventivi



di Sharon K. Weiner e Robert Jensen
Tradotto da Carlo Martini per www.peacelink.it

Nel 1945 Harry Truman giustificò lo sgancio delle bombe atomiche sul Giappone in nome della sicurezza degli statunitensi. Nel 2005, 60 anni dopo, George W. Bush giustifica l’occupazione dell’Iraq con lo stesso motivo

Il 6 agosto è una giornata che si rivolge a molti dei cittadini statunitensi. E’ la data data che chiede silenziosamente di prendere atto per aver lanciato un ordigno nucleare su Hiroshima e aver scagliato il mondo nell’era atomica, nel 1945.

Ma questa data ci obbliga anche a considerare le nostre scelte odierne quanto a libertà e sicurezza, un equazione che ci ha perseguitato fin dal 1945 e che oggi è in gioco in Iraq.

La giustificazione iniziale di Harry Truman per aver usato un arma nucleare fu che essa avrebbe salvato le vite degli statunitensi obbligando il Giappone alla capitolazione e risparmiando le vittime che ci sarebbero state con l’invasione. Ma questo argomento che le armi nucleari fossero un male necessario non stava in piedi, mentre sono aumentati dei legittimi dubbi sulla giustificazione di Truman.

Gli storici hanno dimostrato come i funzionari statunitensi sapessero che il Giappone era sul bordo del precipizio ancora prima che la bomba fosse sganciata e che Truman, in seguito, dicesse che il numero di vittime statunitensi previste in caso di invasione era stato aumentato di molto. Infatti, molti dei consiglieri militari di Truman si opponevano allo sgancio della bomba, oppure allo sgancio in aree altamente popolate.

C’è ampio consenso, comunque, su un altro scopo: il bombardamento di Hiroshima mandò un inequivoco segnale all’Unione Sovietica e al mondo che gli Stati Uniti intendevano esercitare il loro dominio nel mondo del dopo-guerra, con ogni mezzo necessario. In altre parole, lo sgancio delle bombe era una dichiarazione politica ma non una necessità militare. Una concezione certa delle politiche del dopo-guerra portò Truman ad incenerire più di 100.000 Giapponesi, per la maggior parte civili, e ad iniziare una costosa corsa agli armamenti nucleari. Portò anche la maggior parte delle successive generazioni di Americani a credere che il rischio di un olocausto nucleare fosse accettabile -- come diceva il detto, meglio morti che rossi.

Questo quasi consenso, durato 50 anni, per cui gli obbiettivi politici degli Stati Uniti valevano il rischio del nucleare, è rimasto intatto fino al crollo dell’Unione Sovietica. La guerra in Iraq ha reso chiaro che un nuovo consenso su come assicurare lo "stile di vita americano" non è solo desiderabile ma essenziale.

La guerra in Iraq è iniziata come una promessa agli Americani: se rischierete le vite dei vostri figli, potremo eliminare un leader coinvolto negli attentati dell’11 settembre e che possiede armi di distruzione di massa da usare in attacchi futuri. Quando queste giustificazioni si sono rivelate fittizie, il casus belli si è trasformato in una guerra per diffondere la democrazia e distruggere i terroristi prima che varchino i nostri confini. Questo compromesso si è rivelato altrettanto problematico, dato che gli Americani e gli Iracheni vengono uccisi in un conflitto che sta creando altri terroristi e alimentando il sorgere di un secolo anti-americano.

Le conseguenze di questo nuovo strabiliante affare che stiamo accettando, in nome del nostro stile di vita e della nostra sicurezza, stanno diventando chiare:

- Il danno economico causato da una guerra costosa, inizialmente non reso noto con onestà.

- La reputazione degli Stati Uniti all’estero che, già traballante, è stata ulteriormente degradata

- L’uso della tortura, gli omicidi mirati di civili, le estorsioni ottenute detenendo bambini e donne, tattiche che sono illegali o considerate inaccettabili nella maggior parte del mondo

- Aumento del declino morale negli Stati Uniti

- La trasformazione dell’Iraq in un campo di addestramento per i terroristi del domani, mentre aumenta l’ostilità verso gli Stati Uniti e l’Occidente nelle prossime generazioni di Arabi e Musulmani.

Ci vorranno forse 60 anni per capire che nel dopo 11 settembre gli Stati Uniti stanno dilapidando la buona fede del mondo e creandone uno dipendente dall’uso ripetuto della forza militare all’estero nel tentativo di garantire la sicurezza a casa? Non possiamo capire che una tale politica, non importa quale sia la sua moralità e legalità, è condannata a fallire?

Nel 1945 Harry Truman ci accompagnò nella Guerra Fredda con dubbie rivendicazioni sulla necessità di usare le armi nucleari. Nel 2005 George W. Bush ci ha detto che saremmo stati più sicuri dal terrorismo se avessimo continuato ad occupare un paese che non aveva connessioni con i terroristi dell’11 settembre, finché la nostra invasione e la presenza delle truppe statunitensi li ha portati in Iraq.

L’importanza di Hiroshima nell’Iraq di oggi si spinge oltre l’incoraggiarci a mettere in dubbio le giustificazioni iniziali del presidente: ci chiede di considerare se l’acquiescenza a questa offuscamento non ci poterà su un sentiero che rimpiangeremo di aver preso.

Note:

Tradotto da Carlo Martini per www.peacelink.it Il testo e’ liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l’autore e il traduttore.

Sharon K. Weiner è un assistente professore alla School of International Service presso la American University e può essere contattato all’indirizzo at skweiner@american.edu .

Robert Jensen è un professore associato alla School od Journalism alla University of Texas, ad Austin, e può essere contattato all’indirizzo rjensen@uts.cc.utexas.edu.

Fonte: ZNet : http://www.zmag.org/content/showart...

venerdì, agosto 05, 2005

Formula per l'estinzione

John Kaminski
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D'AMICO

Governi criminali, media corrotti, pubblico comatoso: la combinazione perfetta per la distruzione definitiva della specie umana.

Ho un sogno ricorrente. Sono su un aereo, seduto vicino al finestrino, e osservo soddisfatto la superficie soffice delle nubi, e lontano laggiù le città microscopiche, chiacchierando cordialmente col mio vicino di posto. Ma presto sembra che ci troviamo in disaccordo sulla nostra destinazione. Lui sostiene che sia Los Angeles; io dico New York.

Ho appena iniziato ad alzarmi, con l'intenzione di chiedere a un assistente di volo di comporre la nostra disputa, quando ci accorgiamo che le hostess sono impegnate in una bizzarra attività. Sorridendo educatamente, scelgono i passeggeri a caso, uno alla volta, poi li conducono fino allo sportello dell'uscita di emergenza. Il primo è un ragazzino che si tiene stretto al suo skateboard, poi una donna di mezz'età con un abito nero e manageriale, poi una tipica casalinga benpensante che tiene per mano il suo poppante, e tutti saltano di buon grado nell'aria rarefatta, seguiti dai cordiali addii delle loro guide.

Incredulo, sbircio verso il finestrino opposto, notando una processione di passeggeri che in stile Mary Poppins stanno precipitando al suolo. Terrorizzato, guardo di nuovo verso il mio vicino, ma lui contraccambia la mia espressione di orrore con un sorriso svagato tipo "va tutto per il meglio". Sull'orlo del collasso, mi precipito verso la cabina di pilotaggio, ne spalanco con violenza il portello, e scopro che è vuota. I sedili dei piloti sono vuoti.

Esterrefatto, mi volto e mi trovo faccia a faccia con la bellezza sintetica di un'hostess. "Non è meraviglioso il pilota automatico?" sussurra con voce sognante. "Sa, deve solo avere fede. Ecco, lasci che le mostri la porta sul suo futuro."

*** Per quanto ancora, continuo a chiedermi, gente apparentemente onesta e ragionevole continuerà a tollerare il perverso psicodramma che sta tenendo il mondo sotto assedio, e che è così platealmente contrario ai bisogni della gente comune, anzi mostra di volerli distruggere?

Gli infausti pronostici dei cosiddetti teorici della cospirazione si stanno tutti avverando: impudenti menzogne danno origine a guerre insensate, per i profitti di una ristretta minoranza; la popolazione viene sfacciatamente intossicata sia dalla classe medica sia dall'industria alimentare, dato che le leggi approvate di recente le mettono al riparo dalle azioni legali delle vittime delle loro pozioni venefiche; e un'elite di banchieri che ormai si accoppiano solo tra loro ruba tranquillamente i nostri soldi, giocando alle tre carte con bilanci che ingrassano lo stesso esiguo segmento di popolazione che sembra immune alle leggi che invece garantiscono al resto di noi la povertà.

Ma peggio di tutto è forse il mondo irreale creato dai mass media commerciali, che impedisce qualsiasi discussione sui rapporti tra valori etici e onestà dei governanti, e non fa che aggravare i nostri problemi per mezzo del cosiddetto intrattenimento, pervaso da narrazioni nichilistiche e pornograficamente autodistruttive.

Che razza di smidollati, deficenti e decerebrati sarebbe capace di accettare una cospirazione tanto sfacciata?

Be', tanto per dirne uno, il popolo americano, ma anche molti altri abitanti del pianeta, che ogni giorno scelgono di barattare i loro punti fermi emotivi, conquistati con fatica, e i loro legami familiari in cambio di un vacuo divertimento artificiale, per poi accucciarsi nella loro impotenza, perché sono completamente avvinti a un sistema tecnologico che li rende assuefatti a un demente consumismo.

Quasi tutti ci siamo fatti ipnotizzare dai compari alla moda del capitalismo, che fustigano la naturale fiducia in se stessi come egoismo antisociale. Siamo tutti vittime della seduttiva soavità di un bric-a-brac high-tech che recide il legame che abbiamo con la terra che ci da' la vita, che rende sempre più impenetrabile il nostro isolamento e che ci spinge a rinnegare la nostra benefica dipendenza da coloro che troviamo naturale amare.

Come mai in così pochi si accorgono che nessuno di noi è libero, che siamo tutti proprietà delle banche? Nessuno possiede la propria casa, l'auto, perfino educazione e carriera sono sostanzialmente dati in pegno alle banche. Il vostro matrimonio, per quelli di voi che ancora ne hanno uno in piedi, non lo considerate effettivo senza la ratifica dello stato. Perfino i vostri bambini non sono vostri: alla loro nascita bisogna per forza somministrargli dei vaccini tossici, altrimenti i fascisti della salute pubblica ve li porteranno via, dichiarandovi cattivi genitori. In un mondo impazzito e alla rovescia, questa è la legge.

Non è strano che così pochi americani abbiano avuto da ridire sul nuovo, esplicito uso della tortura contro persone che non hanno subito alcun processo - né tantomeno sono state condannate - specialmente quando i resoconti clandestini di quelli tenuti prigionieri e maltrattati a Guantanamo li mostrano solo come malcapitati rapiti per dare una spolverata di autenticità a uno degli aspetti meno importanti delle contraffatte fantasie di Washington sul terrorismo?

Perché nessuno si è accorto che il nostro governo non ci sta proteggendo dai terroristi? Il nostro governo li crea, i terroristi, così che un tremebondo timor panico ci faccia appoggiare la cabala criminale che devasta il mondo con insensate uccisioni di massa, permettendole di tenerci in uno stato di frenetica e impotente paura, per meglio controllarci e inquadrarci in una schiera ordinata di servizievoli marionette. Questa non è libertà, è schiavitù - l'impaurita e condizionata schiavitù delle banche - e ogni santo giorno la dobbiamo affrontare, con crescente insicurezza.

Perché lo sopportiamo? Perché non vediamo attraverso il velo dell'inganno, dato che soprattuto da questo dipendono le nostre vite?

*** Appena dopo i recenti attentati di Londra, sono rimasto davvero impressionato dal coro che, levandosi dalla rete, ha subito fatto notare che quell'azione era un inganno, e che quattro innocenti ragazzi musulmani di Leeds erano evidentemente stati incastrati per prendersi la colpa di quest'ennesima pubblica atrocità commessa dall'elite al potere. Questi resoconti hanno scrupolosamente sottolineato che tutta una serie di personaggi sospetti, da Rudy Giuliani a Benjamin Netanyahu, si trovavano convenientemente sul posto a propagandare la solita favola ufficiale, proprio come in seguito all'11 settembre.

Ho pensato: ogni volta che la Grande Menzogna si fa un po' più evidente, il futuro dell'umanità si fa un po' più luminoso.

Ma la forza dei grandi media è mostruosa, e proprio com'è successo con l'11 settembre e la guerra in Iraq, le parole sulla bocca della gente della strada è molto diversa da quelle meditate dagli informati commentatori del cyberspazio.

Prima c'è stato il mio vicino: "Quei fanatici teste di straccio! Dovremmo proprio andare lì e farli saltare tutti in aria!" Preso in contropiede, ho ribattuto: "Questo lo stiamo già facendo da anni, ormai." Ma lui non si calmava, né accettava di discuterne: "La bomba! La bomba atomica ci vuole per tutti quelli lì!" ha abbaiato prima di andarsene infuriato.

Nè le cose sono andate meglio con la mia famiglia. "Ma perché QUELLA GENTE continua a farci queste cose?" dicevano, interrompendo la preparazione di una festa di famiglia, senza la minima consapevolezza delle atrocità che gli Stati Uniti continuano a infliggere in giro per il mondo. "Oh, di quale gente si tratta?" ho replicato, senza ricevere risposta.

Poi la tv ha cominciato a martellare coi mussulmani di su e gli arabi di giù, e col compare di Bush, Joseph Farah, che prevedeva che al-Qaeda avrebbe presto colpito negli USA.

Ma perso nel retorico cordoglio per la tragedia di Londra c'era un eccellente articolo su quello che era veramente al-Qaeda - un database della CIA che molto tempo fa i propagandisti della guerra hanno trasformato nella riedizione della stirpe di Dracula - pubblicato sul sito di Conspiracy Planet (e che ho letto su un altro buon sito: http://100777.com/node/1343) e inviatomi da qualcuno degli amici Dalit che ho in India (i Dalit li adoro, ma il resto degli indiani è pessimo come americani e israeliani messi insieme).

A proposito di amici in rete, Lilia Firefly, una nativa americana della costa occidentale, famosa custode di semi delle piante sacre (cercate su Google), mi ha inviato una storia molto eloquente che delinea molto bene quanto sia pericoloso farsi sballottare da un'atrocità all'altra senza fermarsi a riflettere sul contesto di tutta questa catena di saccheggi e aggressioni. I memorandum di Downing Street. Ve li ricordate? Due settimane sulla breccia e l'oblio li ha già risucchiati.

I memorandum di Downing Street, cari amici americani, sono i documenti che provano come Bush e Blair avessero deciso di andare in guerra contro l'Iraq, e avessero quindi fabbricato le loro dichiarazioni pubbliche - acconciando per bene le loro prove fasulle - sulla base dela loro politica sanguinaria. I memorandum di Downing Street avrebbero dovuto far riversare in strada ogni americano onesto, formando una folla inferocita che pretendesse l'immediata e pubblica impiccagione di George W. Bush e di qualche centinaio di altri funzionari del governo statunitense.

Ma sarebbe dovuto accadere lo stesso anche dopo l'11 settembre, quando Bush e Daschle si accordarono sul limitare il raggio delle indagini per non mettere in pericolo la "sicurezza nazionale". E' proprio questa assenza di reazioni fa capire quanti americani onesti siano davvero rimasti - praticamente, non abbastanza.

I memorandum di Downing Street provano che George W. Bush e la sua banda di sciacalli (con in prima fila Judith Miller e il New York Times nel ruolo dei propagandisti senza scrupoli) hanno gettato via la vita di 9.000 americani e di 128.000 civili iracheni per quelle che si sono dimostrate menzogne premeditate.

I memorandum di Downing Street sono la cartina al tornasole di quello che sono diventati gli americani: banditi sionisti e nazisti, che ammazzeranno chiunque per qualunque motivo, o anche senza motivo alcuno.

Il maggiore movente degli attentati di Londra era quello di toglierere la storia dei memo di Downing Street dai giornali di tutto il mondo, e la cosa è riuscita perfettamente.

Il diabolico concento di Fox News, CNN eccetera, ha vibrato all'unisono, disseminando strategicamente frammenti di informazione che eliminassero ogni dubbio sull'origine islamica delle atrocità londinesi, nonostante i presunti attentatori - ora convenientemente morti - non avessero manifestato in precedenza il minimo indizio di tendenze terroristiche.

Perfino un ex dirigente del Mossad si è unito al coro, decantando la Terza Guerra Mondiale. E diversi funzionari israeliani hanno centrato un bel bersaglio propagandistico con osservazioni del tipo "ora sapete quello che proviamo noi".

Già, penso proprio che lo sappiamo. Ci mentono in continuazione su quello che sta davvero accadendo, e voi ci fate pure una ramanzina per provare la vostra tesi. Avete in tasca i mass media, e la gente comune è talmente occupata a barcamenarsi col vivere quotidiano che non gli è proprio possibile accorgersi delle curve e controcurve di questo groviglio di inganni, quindi si limita a prendere per buona la fuffa che gli passa la cronaca locale, perché non ha né il tempo né l'energia di cercarsi da sola i particolari verificabili. Il che è esattamente quello che vogliono coloro che ci controllano, truccano le elezioni, e bombardano chiunque vogliano per ottenere profitti.

Nessuno di quelli che conosco nel cyberspazio crede alla versione ufficiale. Quello che sembra sia accaduto è che quattro innocenti uomini di paglia siano stati reclutati per partecipare a un'esercitazione antiterrorismo, e gli siano state date con l'inganno bombe vere [al posto di quelle finte per l'esercitazione] che hanno ucciso sia loro sia altre 50 e più persone. Ancora una volta, il quadro del dopo-attentato è stato scrupolosamente artefatto per incolpare i mussulmani.

Il copione propagandistico è andato meglio di quello dell'11 settembre, nel quale l'FBI aveva fatto immediatamente il nome di 19 arabi, indicati come responsabili, per poi ritrovarsi svergognata dal fatto che otto di essi risultarono vivi e vegeti, in località diverse tra loro, e tutti proclamantisi innocenti del misfatto. Naturalmente, per l'FBI l'imbarazzo non è stato sufficiente a fargli cambiare la lista degli autori dell'11 settembre, e il pubblico americano era semplicemente troppo stupido per chiedersi come mai.

Questa volta si sono preoccupati di ucciderli tutti, e hanno piazzato vicino alla scena i loro documenti. In questo modo, anche se le famiglie di quegli uomini sanno della loro innocenza, almeno l'FBI non rischierà più la sorpresa di un finto terrorista che si rifa' vivo da qualche parte.

Se questa carognata non è un'azione dimostrativa, in modalità "false flag", dei sionisti che proseguono col genocidio contro la minaccia mondiale conosciuta come gli Amalek (alias i non ebrei che non sostengono Israele), vorrei proprio sapere cos'è.

*** Ricevo circa 500 e-mail al giorno, e di sicuro la domanda che mi fanno più spesso è: che si può fare?

Ho cercato a lungo di dare una risposta soddisfacente a simili domande, e l'unica goffa risposta era: "Restate fermi nella vostra verità, e siate di esempio agli altri."

Ma ultimamente mi sono reso conto che il mondo non è mai stato in contatto con la realtà, una realtà che abbiamo un disperato bisogno di conoscere se dobbiamo sopravvivere.

La maggiore scoperta, riguardo questa realtà, è che le religioni tengono la nostra mente sotto controllo per mezzo di magiche storie menzognere, e se scegliamo di crederci diventiamo vulnerabili a una propaganda autoritaria che a sua volta è costituita di menzogne. Non potete provare che Mosè, Krishna, Budda o Gesù abbiano mai camminato su questa terra, e se credete nelle parole che gli attribuiscono, non potrete rendervi conto con chiarezza di come le sbarre di questa prigione planetaria vengano fissate attorno alle nostre vite.

Fintanto che crederemo di doverci inchinare senza fare critiche davanti a questi stereotipi religiosi, non potremo combattere con efficacia contro il medesimo tipo di autoritarismo che i nostri leader corrotti ci fanno subire, e di conseguenza le "autorità" avranno mano libera nello sfruttarci e annientarci come gli piacerà. E noi, pieni di gratitudine per i doni ricevuti, ci tratteniamo dal metterli in discussione anche con la semplice logica.

Quante volte in vita vostra avrete sentito il vostro predicatore, il vostro parroco, il vostro rabbino, proclamare con melliflua sicumera: sostenete i vostri governanti, oppure: giusto o sbagliato, è il mio paese... Deriva tutto dalla prescrizione biblica "Date a Cesare quel che è di Cesare."

Questa non è spiritualità. E' condizionamento mentale. Infrangendo questo sacro comando rischiate la dannazione eterna, la perdizione dell'anima, e qualunque altra tremenda punizione, a seconda degli anni di condizionamento mentale che avete subito in proposito, riusciate a immaginare.

Noi dobbiamo entrare in contatto con una realtà nuova, quale non abbiamo mai conosciuto, e il primo passo per riuscirci consiste nello sbarazzarci dei miti magici che ci impediscono di vedere ciò che accade veramente.

A causa del suo radicato condizionamento, la maggioranza della popolazione mondiale troverebbe insultante questa soluzione, dato che sin dall'infanzia è stata indottrinata in questo o quel sistema religioso, e basa perciò la propria percezione del mondo e della disordinata società umana su miti assurdi e storie di magia, che la rende incapace, alla lettera, di reagire in maniera sensata a concetti pazzeschi del tipo "odiano la nostra libertà", oppure "Saddam possiede armi di distruzione di massa", due deliberate, stupide, scoperte menzogne a cui ha creduto la maggioranza del popolo americano.

Esistono menzogne che raccontiamo ai nostri bambini, e menzogne che raccontiamo a noi stessi.

L'unica giustificazione plausibile dei riti religiosi è che servono ad acquietare le paure dei bambini, che si chiedono dove siano andati i loro cari una volta giunta al termine la loro vita. Le conseguenza imprevista di questa pratica in apparenza così innocua è che questi bambini non cresceranno mai. Trasferiranno invecde i sentimenti di paura e rassicurazione che li legavano ai genitori su una suprema entità immaginaria, che considereranno una sorta di genitore immaginario per il resto delle loro vite.

Questo è il più importante rito culturale a cui gli esseri umani abbiano mai soggiaciuto, e la sua importanza è stata riconosciuta da lungo tempo, soprattutto da parte di chi avvertiva la necessità psicologica di dominare gli altri, e lo rivestì di una professione di altruismo che attecchì sul potere di controllare l'esistenza altrui tramite miti magici che occultassero lo sfruttamento ai danni degli innocenti da parte di un'aristocrazia autonominatasi tale. Un fenomeno che continua tutt'oggi.

Il rapporto che lega i santi uomini che pretendono di possedere i segreti della vita oltremondana e quelli che nutrono tali fantasie perché alleviano la repressa ma onnipresente paura della morte, è il lato oscuro della coscienza umana, ed è un legame culturale corrotto che dura da più di cinquemila anni. In un certo senso si può dire che il fenomeno sacerdotale sia la risposta a un ovvio e universale bisogno emotivo.

Ma è anche una formula per l'estinzione, dato che i soldati di una guerra santa uccideranno sempre volentieri per un obbiettivo che nessun altro è in grado di percepire, eccezzion fatta per la mente ebbra di potere di un prete. O Mullah. O rabbino. Troppe volte si è dimostrato vero che, una volta che abbiamo annientato i nostri nemici, allora cominciamo a ucciderci l'un l'altro, perché un altro modo di vivere non l'abbiamo imparato.

Un sola razza, un solo credo, o un solo colore, non può essere questo il nostro articolo di fede. Se lo fosse, secondo le regole del libero mercato alla fine dovremo rivendicare per noi stessi una superiorità sovrannaturale e dare inizio al sacro compito di eliminare tutti gli infedeli. Iscritto chiaramente nel Talmud e nell'Antico Testamento, è davvero il principio dell'impresa di eliminare noi stessi, inconsapevolmente in marcia verso la nostra stessa distruzione.

Tutto questo sarà la nostra fine. E' ora di rendersi conto che questa ottusa nevrosi è durata duemila anni di troppo, è una stupida illusione, alimentata a scopo di profitto proprio da quelli che adesso ci assediano coi loro finti allarmi terrorismo, omicidi di massa "false flag", e i loro boriosi soliloqui da baciapile in cui dicono che lo fanno in nome di Dio.

Le scelte sono due: affrontare la realtà, e permettere alla gente di venerare lo straordinario miracolo della vita nella forma che preferiscono, oppure perire, di peste o di spada. Il tempo stringe.

*** Ma ecco un altro incubo ricorrente, un incubo che tu, caro lettore, hai sperimentato anche troppo spesso negli ultimi anni. C'è un'angelica creatura, abbigliata maestosamente in sacri paramenti, che si china benignamente sopra di te, e ti dice, col tono più rassicurante possibile: "Il mio Dio è migliore del tuo..."

Fonte:www.johnkaminski.com/
Link:http://warfolly.vzz.net/recipe.html
17.07.05

mercoledì, agosto 03, 2005

Israele e gli attentati del 7 luglio a Londra

Londra: una ditta israeliana gestiva la sicurezza alla metropolitana

Traduzione di comedonchisciotte.org

Alcuni punti salienti riguardo gli attentati del 7 luglio a Londra sembrerebbero essere:
1) l'ambasciata israeliana conosceva quanto sarebbe accaduto;
2) gli "attentati terroristici" sono avvenuti negli stessi luoghi e nello stesso tempo di svolgimento di una esercitazione "anti-attentati terroristici" (il che rappresenta una eventualità decisamente rara, a meno che…)
3) A ciò ora si aggiunge un nuovo tassello per gli amanti della cospirazione.
Chi si occupava della sicurezza alla metropolitana di Londra?
La risposta che ci viene spontanea è: le forze dell’ordine britanniche oppure l’apparato di sicurezza inglese o risposte simili. Ed invece no.
Si deve andare in Medio Oriente ed esattamente in Israele.

Su libertyforum è comparso un post dal titolo: "Prime Terror Suspects: Israeli Security Companies Have the Means, Motive and Opportunity". Nel post si legge:

Non dico di sparare-per-uccidere un impiegato della ditta israeliana addetta alla sicurezza, ma potrebbero per cortesia gli ispettori di Scotland Yard esaminare gli alibi del personale privato addetto alla sicurezza che regolarmente perlustra la metropolitana di Londra?

Essi hanno l'opportunità. Hanno libero accesso ai treni e alle tratte ferroviarie in qualsiasi momento. Controllano anche le telecamere a circuito interno.

Essi hanno i mezzi. Come esperti della sicurezza, sono addestrati nell'uso dell'esplosivo.

Ed hanno anche il motivo. Come ha sottolineato il musicista ebreo, Gilad Atzmon (Traduzione Italiana) , Israele non può che trarre benefici da uno scontro tra occidente e islam. E questo è particolarmente vero in quanto i musulmani sono i soli ad essere accusati per gli attentati.

Ed inoltre l'accesso agli esplosivi militare non è per loro un problema. Le compagnie di sicurezza israeliane sono piene di solito di ex-agenti del Shinbet o del Mossad. E perché no? Queste sono anche le persone che hanno la più grande esperienza di terrorismo di qualunque altro al mondo.

Gli israeliani sono le persone più qualificate sulla terra per creare, rifornire di uomini e dirigere servizi di sicurezza privati di sorveglianza contro il terrorismo. Israele è il paese al mondo più "afflitto-dal-terrorismo". D'altro canto, questo ne fa anche il più probabile terreno di coltura del terrorismo.

Un buon investigatore porrebbe sempre delle domande alle guardie private. Esse hanno un accesso senza limitazioni di sorta alla scena del crimine, sanno come trattare gli esplosivi, e, nel caso di persone che identificano Israele come una "madre", hanno anche una forte motivazione. dietro inutili imprese e inseguimenti.

Nessun altro al di fuori dell'impresa di sicurezza occorre che conosca. Altri possono onestamente andare a cercare risposte e seguire le direzioni false o le prove fabbricate. L'impresa addetta alla sicurezza può facilmente spedire governi e investigatori verso tentativi e imprese assurde.

Le teorie cospirative sono deboli se coinvolgono troppe persone.

Io non mi fido delle teorie che vedrebbero il coinvolgimento di MI5, CIA, FBI etc. Queste sono grandi organizzazioni. Il Mossad è una piccola organizzazione, è tribale e localizzata in un piccolo paese. Essi possono tenersi le cose per sé.

Abbiamo avuto molte denunce di malefatte della CIA. MI5, FBI e altre organizzazioni governative.

Le cospirazioni che hanno maggiore successo sono quelle eseguite da un piccolo gruppo chiuso capace di tenere disinformati e confusi gli investigatori del governo.

Su Israelnationalnews, in un articolo comparso il 21 settembre 2004, si legge " Israeli Security to Protect London's Underground", esattamente "La sicurezza israeliana a protezione della metropolitana di Londra".

L'articolo sinteticamente afferma:

Un'impresa israeliana è stata scelta per fornire sicurezza alla rete ferroviaria della metropolitana di Londra.
Secondo quanto riportato da Isreal21c, la Verint Systems, una sussidiaria della Comverse Technology, ha annunciato che la Metronet Rail ha scelto la soluzione della rete televisiva della Verint per aumentare la sicurezza del Metrò londinese. .. Metronet Rail lo ha selezionato per essere istallato sull'intera rete metropolitana. Il sistema renderà possibile al personale della sicurezza di monitorare le piattaforme dei passeggeri e certe remote parti della rete ferroviaria.

VEDI ANCHE:PER GLI ATTENTATI DI LONDRA SIA IL MOSSAD CHE LA CIA SONO CANDIDATI RAGIONEVOLI

G.I. Gurdjieff

La fede nella consapevolezza è libertà
La fede nei sentimenti è debolezza
La fede nel corpo è stupidità.

L'amore nella consapevolezza evoca lo stesso in risposta
L'amore nei sentimenti evoca l'opposto
L'amore nel corpo dipende soltanto dal tipo e dalla polarità.

La speranza nella consapevolezza è forza
La speranza nei sentimenti è schiavitù
La speranza nel corpo è malattia. [G.I. Gurdjieff]

lunedì, agosto 01, 2005

Le strane coincidenze tra Londra e l ' 11 Settembre

È più facile vincere l’enalotto… ma “stranamente” queste coincidenze capitarono in quegli infami giorni:
Strane coincidenze numero 1

Come per l’11 settembre, le bombe di Londra del 7 luglio 2005 sono esplose nel luogo esatto dove erano previste le “prove di allerta in caso di esplosione di bombe” quella stessa mattina.

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