sabato, agosto 20, 2005

I fantasmi dell'obitorio di Baghdad


Robert Fisk
Fonte: onemoreblog
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto per comedonchisciotte
[...] I funzionari dell’obitorio sono inorriditi dal livello di sadica crudeltà esercitata sui corpi che giungono in obitorio. «Molti sono stati ovviamente torturati, per lo più uomini», mi ha detto uno dei funzionari. «Hanno orribili bruciature sulle mani e sui piedi su altre parti del corpo. Molti hanno le mani dietro la schiena con le manette ai polsi e il nastro adesivo sugli occhi. I fori dei proiettili sono visibili sulla nuca, sul viso o sugli occhi. Sono esecuzioni». Mentre durante il regime di Saddam gli oppositori venivano giustiziati per mano del governo, il livello di anarchia che si riscontra attualmente a Baghdad, Mosul, Bassora è senza precedenti. «Il numero di morti del mese di luglio è il più alto della storia dell’Istituto Medico di Baghdad», ha dichiarato all’Independent un impiegato di alto livello della direzione.[...]

Apparentemente i morti non contano. Ma dovrebbero contare. La maggior parte hanno una età compresa tra i 15 e i 44 anni – la gioventù irachena – e se consideriamo che a luglio i morti sono stati 1.100 nella sola Baghdad, in tutto il Paese debbono essere stati almeno 3.000, ma forse il numero reale sfiora i 4.000. Nell’arco di un anno si arriva ad una cifra di 36.000 morti, un dato questo che colloca in una prospettiva molto più realistica il controverso numero di 100.000 morti a far tempo dall’inizio dell’invasione.
Non è possibile distinguere le ragioni di queste migliaia di morti violente. Alcuni uomini e donne sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco ai posti di blocco americani, altri sono stati assassinati, senza dubbio, dagli insorti o dai ladri. Alcuni, morti a causa di «corpi contundenti», sono stati probabilmente vittima di incidenti stradali. Alcune donne sono state probabilmente vittima di «delitti d’onore» – perché sospettate dai parenti di avere una relazione con l’uomo sbagliato. Altri ancora sono stati assassinati perché considerati ‘collaboratori’ o massacrati perché sospettati di simpatizzare per gli insorti dai loro assassini filo-governativi.
Ai medici è stato detto che i cadaveri portati all’obitorio dalle forze armate americane non debbono essere sottoposti ad autopsia (con la strana scusa che l’autopsia è già stata effettuata dagli americani).[...]

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