martedì, agosto 23, 2005

Da Hiroshima a Manhattan

Fonte: Counterpunch

Traduzione per comedonchisciotte a cura di EGON SCHIELE

Da Hiroshima a Manhattan

Di William A. Cook

La tragedia delle Torri Gemelle ci consente un momento di riflessione, una possibilità per gli americani di guardare indietro, per vedere il mondo come quelli che, al di là dei nostri confini, vedono noi, vittime di un orrore troppo incredibile da contemplare, la detonazione intenzionale di strutture civili, con l'esplicita e calcolata cognizione che vite innocenti sarebbero arse vive senza possibilità di identificazione. E, infatti, la reazione è stata viscerale nel cuore di ogni americano. Come è stata istantanea, in tutti gli americani, la risposta alle torri che si sbriciolavano. Quanto è stata galvanizzata la risposta in tutta l'America nelle donazioni per i vigili del fuoco e gli agenti di polizia caduti, nel lutto per i genitori e parenti delle vittime, e nella corsa alle banche del sangue. Tutti hanno sentito l'impatto, condiviso le perdite, e sofferto l'angoscia per quelli che scomparvero nel terrore dei detriti infiammati, delle pietre cadenti, della cenere soffiante. Gli americani conoscono personalmente l'orrore della guerra in casa propria.
Ma gli americani, per la maggior parte, sanno poco o niente delle azioni intraprese in loro nome che hanno contribuito all'odio viscerale, evidente in tutto il mondo, che affligge ogni loro passo.[...]

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