martedì, giugno 10, 2008

Attenzione allo psicopatico, figlio mio...

di Clinton Callahan
Dissent Mag/Segni del Tempo
12 maggio 2008

Quello che segue è in gran parte stato estratto da due articoli:

Twilight of the Psychopaths, del Dr Kevin Barrett e The Trick of the Psychopath’s Trade di Silvia Cattori. Entrambi gli articoli sono consigliati. Entrambi gli articoli fanno riferimento al libro Political Ponerology: Una scienza sulla natura del male adeguato per scopi politici, di Andrzej Lobaczewski. L'articolo della Cattori è più lungo e comprende un’intervista con i curatori dell'opera, Laura Knight-Jadczyk e Henry See.

Faccio lo sforzo di condividere queste informazioni perché mi hano fornito, finalmente, una risposta plausibile a una prospettiva a lungo senza risposta: Perchè, non importa per quanta intelligente buona volontà esista nel mondo, c'è sempre tanta guerra, sofferenza e ingiustizia? Sembra che non importa che esista o meno un piano creativo, una ideologia, una religione, una filosofia o delle grandi menti elaborate, nulla sembra migliorare la nostra partita. Dagli albori della civiltà, questo schema si ripete all’infinito.

La risposta è che la civiltà, così come la conosciamo, è in gran parte la creazione di psicopatici. Tutte le civiltà, la nostra inclusa, sono state costruite sulla schiavitù e omicidio di massa. Gli psicopatici hanno svolto un ruolo sproporzionato nello sviluppo della civiltà, perché si prestano più facilmente a mentire, uccidere, ingannare, rubare, torturare, manipolare e, in generale, infliggere grandi sofferenze ad altri esseri umani senza alcuna sensazione di rimorso, al fine di stabilire il proprio senso di sicurezza attraverso il dominio. L'inventore della civiltà - il primo capo tribale che fece con successo il lavaggio del cervello ad un esercito di assassini - è stato quasi certamente un psicopatico genetico. Dal momento che tale scoperta epocale, gli psicopatici hanno goduto di un vantaggio significativo sugli individui normali nella lotta per il potere all’interno di gerarchie civilizzanti - soprattutto nelle gerarchie militari.

Dietro l'apparente follia della storia contemporanea, c’è la vera follia degli psicopatici che lottano per preservare il loro sproporzionato potere. E come il loro potere cresce sempre più minacciato, gli psicopatici crescono sempre più disperati. Stiamo assistendo all'apoteosi del mondo celeste - la sovrapposizione di sindacati criminali che scrutano sulla società ordinaria e leggi come viste dagli inferi.

Nel corso degli ultimi cinquant’anni, gli psicopatici hanno guadagnato il controllo assoluto di tutti i rami del governo. Si può notare se si osserva attentamente che non importa cosa fa di illegale il moderno politico, nessuno andrà a chiedergli di assumersene la responsabilità. Tutti i cosiddetti scandali che hanno creato, uno dei quali avrebbe fatto cadere un’intera amministrazione, sono solo farse inscenate per il pubblico, per distrarlo, per fargli pensare che la democrazia sta ancora lavorando.

Uno dei principali fattori da prendere in considerazione in termini di come una società può essere ripreso da un gruppo patologico di devianti è che l’unica limitazione degli psicopatici è la partecipazione di persone sensibili all'interno di quella determinata società. Lobaczewski ci fornisce un dato approssimato per i deviani più attivi che è di circa il 6% all’interno di una determinata popolazione. (L’ 1% di psicopatici essenziali e fino al 5% per le altre psicopatie e malattie comportamentali.) Lo psicopatico essenziale è al centro del Rete. Gli altri costituiscono il primo livello nel sistema di controllo.

Il livello successivo di un tale sistema è composto da individui che sono nati normali, ma che sono già degenerati da un’esposizione a lungo termine di materiale psicopatico per mezzo di influenze familiari o sociali, o che, a causa di una debolezza psichica hanno scelto di soddisfare le richieste degli psicopatici per i loro fini egoistici. Numericamente, secondo Lobaczewski, questo gruppo costituisce circa il 12% di una determinata popolazione in condizioni normali.

Quindi, circa il 18% di una determinata popolazione è attiva nella creazione e nella imposizione di una Patocrazia. Il 6% del gruppo Patocratico costituisce la nobiltà e il 12% costituisce la nuova borghesia, la cui situazione economica è più vantaggiosa.

Quando si comprende la vera natura dell’influenza dello psicopatico, che è privo di conscienza, emozioni, egoista, freddo calcolatore, e privo di qualsiasi morale o norme etiche, si inorridisce, ma allo stesso tempo tutto improvvisamente comincia ad avere un senso. La nostra società è sempre più senz’anima perché le persone che la portano avanti e che danno l'esempio sono senz’anima - letteralmente essi non hanno alcuna coscienza.

Nel suo libro Political Ponerology, Andrej Lobaczewski spiega che gli psicopatici clinici beneficeranno dei vantaggi anche in modo non violento nel corso della loro scalata delle gerarchie sociali. Questo avviene perché possono mentire senza rimorso (e senza la presenza di quella spia fisiologica dello stress che viene rilevata dai test con la macchina della verità), gli psicopatici possono sempre dire ciò che è necessario per ottenere ciò che vogliono. In tribunale, per esempio, uno psicopatico può raccontare con faccia di bronzo menzone estreme esternandole in maniera plausibile, mentre i loro sani avversari rimangono handicappati a causa della loro predisposizione emotiva rimanendo all'interno di un’acclamata distanza dalla verità. Troppo spesso, il giudice o giuria immagina che la verità debba stare da qualche parte in mezzo, e finiscono per prendere decisioni che vanno a beneficio dello psicopatico. Come per giudici e giurie, così anche per quelli che operano decisioni all’interno del campo aziendale, tra i militari e le gerarchie governative. Il risultato è che tutte le gerarchie sono inevitabilmente appesantite da psicopatici. Psicopatici dal momento che non hanno limitazioni a quello che possono o non possono fare per arrivare in alto, e quelli con alti incarichi sono generalmente elementi patologici. Non è che il potere corrompe, ma è corrotto dai singoli individui che cercano il potere.

Come si può distinguere tra gli psicopatici e le persone sane? Qual è il ritratto di un vero psicopatico?

A tale pericolosa domanda non è stata praticamente mai data una una risposta esauriente. Il motivo è perché confondiamo erroneamente ciò che è sano per normale. La diversità psicologica umana è la salute della nostra razza. Non esiste il normale, perché l'uomo sano evolvere continuamente al di là di tutti gli standard di normalizzazione. Il terrorismo che deriva dal ricercare tra le gerarchie tutti coloro che si discostano dal normali non è diverso dalla caccia alle streghe o dalle Inquisizioni. È necessario ricordare che le gerarchie prosperano proprio in merito a tali basse drammatizzazioni, vittime di tortura fino a quando non confessano credenze maligne. Non molto tempo fa la chiesa e lo stato acquisivano significativi redditi e beni grazie alla caccia alle streghe e alle Inquisitioni. Questo continuò per oltre duecentocinquant’anni. Dieci generazioni di pogrom europei venivano assimilati come vita normale. Cerchiamo di non tornare a quell’incubo. Un test per la normalità è una garanzia che si ritorce in faccia. Non c’è il normale. Ma esiste la coscienza.

Abbiamo troppo poche prove empiriche al sostegno dell'idea che la vera psicopatia sia il risultato di un abuso infantile, e molte prove empiriche a sostegno che sia genetica. I modelli neurobiologici ci offrono la più grande speranza, essendo in grado di identificare anche il più deviante tra gli psicopatici. Altri studi recenti portano a risultati e conclusioni simili: gli psicopatici hanno grande difficoltà nell’elaborare materiale verbale e non verbale affettivo (emotivo), che tendono a confondere il significato emozionale degli eventi, e, soprattutto, che tali disavanzi vengono mostrati nella scansione del cervello! La mancanza di un collegamento interno tra il sentire del cuore e il pensare del cervello è rilevabile.

Gli psicopatici non sono in grado di provare autentiche e profonde emozioni. In realtà, quando Robert Hare, uno psicologo canadese che trascorse la sua carriera studiando la psicopatia, ha cominciato a fare scansioni del cervello, mentre agli psicopatici in esame venivano mostrate loro due serie di parole, un insieme di parole neutre prive di associazioni emotive e un secondo gruppo con parole emotivamente cariche, mentre diverse aree del cervello si illuminavano nel soggetto non psicopatico, nello psicopatico, entrambi i gruppi venivano trattati nella stessa zona cerebrale, l'area che si occupa del linguaggio. Essi non hanno una reazione emotiva fino a quando non concludono intellettualmente che sarebbe meglio averne una, e poi costruivano una risposta emotiva solo per spettacolo.

Il più semplice, più chiaro e più vero ritratto dello psicopatico ci è rivelato nei titoli di tre opere seminali sul tema: Without Conscience (Senza Coscienza) di Robert Hare, The Mask of Sanity (La Maschera della Sanità [di mente]) di Hervey Cleckley, e Snakes in Suits (Serpenti in Divisa) di Robert Hare e Paul Babiak. Un psicopatico è esattamente questo: senza coscienza. La cosa più importante da ricordare è che questa mancanza di coscienza è nascosta alla vista comune dietro una maschera di normalità che è spesso talmente convincente che anche gli esperti vengono tratti in inganno. Di conseguenza, gli psicopatici diventano i Serpenti in Divisa che controllano il nostro mondo.

Gli psicopatici mancano di un senso di rimorso o empatia per gli altri. Possono essere estremamente affascinanti e sono esperti nel parlare con fascino e ipnotizzare la loro preda. Sono anche degli irresponsabili. Nulla è mai colpa loro; qualcun altro o tutto il resto del mondo sono sempre l’unica colpa per tutti i loro problemi o errori. Martha Stout, nel suo libro The Sociopath Next Door, individua quello che chiama la manovra della pietà. Gli psicopatici usano la pietà per manipolare. Essi vi convincono a farsi dare un’altra occasione, e di non farvi rivelare a nessuno ciò che hanno commesso. E così un’altra loro caratteristica - molto importante - è la loro capacità di controllare il flusso di informazioni.

Essi hanno inoltre sembrano avere una concezione poco pratica di passato e futuro, vivendo interamente per i loro bisogni e desideri immediati. A causa della sterile qualità della loro vita interiore, sono spesso alla ricerca di nuove eccitazioni, nient’altro che il provare il potere di manipolare gli altri impegnandosi in attività illegali semplicemente per un flusso in più di adrenalina.

Un altro aspetto dello psicopatico è quello che Lobaczewski chiama la loro speciale conoscenza psicologica delle persone normali. Loro ci hanno studiato. Essi sanno meglio di noi quello che noi sappiamo di noi stessi. Essi sono esperti nel premere i nostri bottoni, ad utilizzare le nostre emozioni contro di noi. Ma al di là di questo, sembra che essi abbiano anche una sorta di potere ipnotico su di noi. Quando cominciamo a cadere nella ragnatela dello psicopatico, la nostra capacità di pensare si deteriora, si intorbidisce. Sembrano esercitare una sorta di magia su di noi. È solo più tardi, quando non siamo più in loro presenza, fuori della portata della loro magia, che la chiarezza di pensiero ritorna e ci troviamo a chiederci come sia potuto accadere il fatto che non eravamo in grado di reagire contro quello che stavano facendo.

Gli psicopatici imparare a riconoscersi reciprocamente tra la folla fin dall’infanzia, e sviluppano unaa consapevolezza dell’esistenza di altri individui simili a loro. Diventano anche consapevoli di appartenere ad un mondo diverso rispetto alla maggioranza delle altre persone che li. Ci guardano da una certa distanza.

Pensate alle implicazioni di questa dichiarazione: Gli psicopatici sono, in unacerta misura, auto-consapevoli come gruppo anche durante l’infanzia! Il riconoscimento della loro differenza fondamentale dal resto dell'umanità, la loro fedeltà sarebbe solo per altri della loro stessa specie, e cioè, altri psicopatici.

Il loro distorto senso dell’onore obbliga ad imbrogliare ed insultare i non psicopatici e i loro valori. In contraddizione con gli ideali delle persone normali, per gli psicopatici percepiscono la rottura di promesse e accordi come un comportamento normale.

Non agognano solo a beni e potere e si sentono di avere il diritto su di loro solo perché esistono e sono a loro portata, ma provano uno piacere particolare nell’usurpare e nel sottrarre ad altri; quello che possono plagiare, truffare, ed estorcere sono frutti di gran lunga più dolci di quelli che possono guadagnare con un onesto lavoro. Inoltre imparano molto presto come le loro personalità possano esercitare effetti traumatizzanti sulle personalità dei non-psicopatici, e come trarre vantaggio da questa radice di terrore ai fine di perseguire i propri obiettivi.

Ora immaginate come gli esseri umani che sono totalmente al buio sull’esistenza degli psiscopatici possano essere facilmente ingannati e manipolati da questi individui, che raggiungono il potere in diversi paesi, fingendo di essere leali con le popolazioni locali mentre allo stesso tempo approfittano delle ovvie e facilmente distinguibili differenze fisiche tra i gruppi (ad esempio, razza, colore della pelle, religione, ecc.). Uomini psicologicamente normali verrebbero trascinati gli uni contro gli altri sulla base di differenze di poco conto (si pensi del Ruanda del 1994, e a israeliani e palestinesi), mentre i devianti al potere, portatori di una fondamentale differenza dal resto di noi tutti, la mancanza di coscienza, l'incapacità di provare qualcosa per gli altri esseri umani, raccolgono i benefici controllando la situazione.

Stiamo osservando il finale del disperato accaparramento di potere o endgame (Alex Jones) da parte di brutali, scaltre bande di spacciatori di droga della CIA e assassini di Presidenti; riciclaggio di denaro sporco, banchieri internazionali e il loro killer – sia economici che di altra natura; contraenti militari corrotti e generali fanatici; predatori aziendali e i loro esecutori politici; lavacervelli e stupratori mentali eufemisticamente notoi come psy-ops e specialisti PR - in breve, l'intero equipaggio di psicopatici certificati mandano avanti la nostra cosiddetta civiltà. E si muovono impauriti.

Perché la Patocrazia teme di perdere il controllo? Perché si sente minacciata dalla diffusione della conoscenza. La paura più grande di qualsiasi psicopatico è quella di essere scoperto.

Gli psicopatici trascorrono la vita sapendo che essi sono completamente diversi da altre persone. In fondo sanno che qualcosa manca in loro. Imaparano rapidamente a nascondere la loro mancanza di empatia, mentre altri studiano attentamente le emozioni in modo da simulare la normalità mentre manipolano a sangue freddo quelle degli altri.

Oggi, grazie alle nuove tecnologie dell'informazione, siamo alla vigilia dello smascheramento degli psicopatici per la costruzione di una civiltà, di e per, sani esseri umani - una civiltà senza guerra, una civiltà fondata sulla verità, una civiltà in cui i pochi santi invece che sparuti diabolici, gravitino attorno a posizioni di potere. Abbiamo già le conoscenze necessarie per diagnosticare la personalità psicopatica e tenerli lontani dal potere. Abbiamo le conoscenze necessarie per smantellare le istituzioni in cui gli psicopatici prosperano - le forze armate, le agenzie di intelligence, le grandi società, e le società segrete. Abbiamo semplicemente bisogno di diffondere questa conoscenza, e la volontà di utilizzarla, nel modo più ampio e il più rapidamente possibile.

Fino a quando alla conoscenza e alla consapevolezza di esseri umani patologici non sia data l'attenzione che merita e diventi parte della conoscenza generale di tutti, non vi è alcun modo che le cose possono essere modificate in modo efficace e di lunga durata. Se solo la metà delle persone che si danno da fare per la ricerca della verità, o per fermare la guerra, o per salvare la terra fosse in grado di concentrare i propri sforzi, tempo e denaro ad esporre la psicopatia, potremmo allora arrivare da qualche parte.

Ci si può chiedere se il punto debole della nostra società sia stata la nostra tolleranza di comportamento psicopatico? Il nostro ritenere non credibile che qualcuno possa apparire come un leader intelligente ed allo stesso tempo agire ingannevolmente per i propri interessi senza coscienza? O è solo ignoranza?

Se il cittadino votante non è a conoscenza del fatto che c'è una categoria di persone che percepiamo come quasi umane, che assomiglia a noi, che lavorano con noi, che si trovano in ogni razza, ogni cultura, che parlano qualsiasi lingua, ma che sono privi di coscienza, come può il grande pubblico curarsi bloccandoli nella loro ascesa sociale? La generale ignoranza sulla psicopatologia può dimostrarsi come il crollo della civiltà stessa. Ce ne stiamo a pascolare come un gregge di pecore mentre l’élite politico-corporativa scaglia eserciti di nostri innocenti figli e figlie contro nemici prefabbricati come un modo per generare miliardi di utili, facendosi battaglia tra di loro in nome di un’egemonia patologica.

Pressoché tutti quelli che hanno fatto parte di un’organizzazione che lavora per il cambiamento sociale ha probabilmente visto la stessa dinamica in gioco: Il buono e sincero lavoro di molti può venir distrutto dalle azioni di una singola persona. Il che non è di buon auspicio per portare avanti una qualche specie di giustizia per l’intero pianeta! Infatti, se gli psicopatici dominano le gerarchie politiche, c’è forse da meravigliarsi se le manifestazioni pacifiche hanno un impatto uguale a zero sul risultato delle decisioni politiche? E’ forse giunto il momento di scegliere qualcosa di diverso da quelle massive e distanti gerarchie, come ad esempio scegliere un modo che ci permetta a noi stessi di governare?

Tutti quegli sforzi per fornire saggi, rapporti di ricerca, exposé e libri ai leader in modo che possano prendere in mano e a cuore delle nuove informazioni per cambiare il loro comportamento, non sono venuti a nulla. Ad esempio, nel paragrafo finale della sua edizione aggiornata del libro, The Party’s Over, Richard Heinberg scrive:

Continuo a ritenere che se la popolazioni del mondo potessero in qualche modo essere aiutate a capire la situazione in cui oggi ci troviamo, le opzioni disponibili, e le conseguenze del percorso che stiamo atraversando, allora potrebbero essere indotte ad effettuare un notevole sforzo e sacrificio che possa portare ad una transizione pacifica e sostenibile, su base locale, decentrata, a bassa energia, per risorse sociali e regime di conservazione. Ma sarà richiesta una leadership inspirata.

E questo è solo l’assassinio della fantasia. Non ci sono più rimasti leader ispirati. E nelle strutture gerarchiche questo non può esistere. Supporre che si possano eleggere uomini o donne di ufficio che vedranno la ragione e la luce del giorno, e che cambieranno le cose e ci faranno apprendere e crescere, facendoci prendere compassionevoli decisioni e azioni di coscienza… è da folli, un sogno infantile. Continuare a sognare implica semplicemente assoggettarsi all’agenda dello psicopatico.

Solo quando il 75% degli uomini con una sana coscienza arriveranno a comprendere che abbiamo un predatore naturale, un gruppo di persone che vivono tra noi, che ci guardano come vittime impotenti di cui alimentarsi liberamente per raggiungere i loro fini disumani, solo allora saremo in grado di prendere fiere e immediate azioni necessarie per difendere ciò che ci è rimasto di preziosamente umano. I devianti psicologici devono essere rimossi da ogni posizione di potere sulla gente con una coscienza, punto. Le persone devono essere rese consapevoli del fatto che tali persone esistono e devono imparare come riconoscere loro e le loro manipolazioni. La parte difficile è che si deve anche lottare contro quelle tendenze di misericordia e di bontà in sé stessi per non diventare una preda.

Il vero problema è che la conoscenza della psicopatia e di come gli psicopatici governano il mondo è stato effettivamente nascosto. Le persone non hanno la benché minima conoscenza di cui avrebbero bisogno per compiere un vero cambiamento dal basso verso l'alto. Ancora e ancora, nel corso della storia si finisce per servire il nuovo capo, identico al vecchio capo. Se c'è un lavoro che merita sforzi a tempo pieno e dedizione per il bene ultimo di aiutare l'umanità in questi tempi bui, è lo studio della psicopatia e la propagazione di tali informazioni in lungo e in largo e il più velocemente possibile.

Ci sono solo due cose che possono portare un psicopatico a sottomettersi:

1. Un più grosso psicopatico.
2. Il non-violento, l’assoluto rifiuto di sottoporsi a controlli psicopatici, non importa quli siano le conseguenze (rifiuto non-violenta).

Cerchiamo di scegliere percorso numero 2! Se la gente si sedesse rifiutandosi di sollevare neanche una mano anche ad un unico ordine dello psicopatico del giorno, se la gente si rifiutasse di pagare le tasse, se i soldati si rifiutassero di combattere, se lavoratori e impiegati pubblici e guardie carcerarie si rifiutassero di andare a lavorare, se i medici rifiutassero di curare le élite psicopatiche e le loro famiglie, l'intero sistema si frantumerebbe in una stridente battuta d'arresto.

Il vero cambiamento avviene nel momento che una persona venga a conoscenza della psicopatia in tutti i suoi freddi dettagli. Da questa nuova consapevolezza, il mondo assumerà un aspetto diverso, e azioni integralmente nuove potranno essere intraprese. Il distinguere tra qulità umane e psicopatiche da inizio al fondamento della responsabilità sulla quale abbiamo una reale possibilità di creare una cultura sostenibile.

martedì, marzo 18, 2008

Libertà di parola sotto attacco su Internet

Sott.net

Azione Legale Internazionale Archiviata in Oregon mette in pericolo Forum e Blogger su Internet


11 marzo, 2008 / TOULOUSE, FRANCIA - Il Primo Emendamento e la libertà di espressione su Internet sono in pericolo in quanto il sito web internet Signs of the Times (SOTT.net) ha annunciato oggi che la sua fondatrice, Laura Knight-Jadczyk, residente in Francia, è stata accusata in una corte dell'Oregon da 'Higher Balance Institute' (HBI), posseduto da Eric Pepin e con sede in Oregon.

HBI commercializza prodotti metafisici e dichiara di vendere il programma "la meditazione del sesto senso più evoluta al mondo" e un prodotto dietetico, il "Magnuerol", che garantisce di fare del consumatore un "telepatico istantaneo". Pepin dichiara che gli utilizzatori della sua "pillola psichica" hanno provato che "l'uso del telefono wireless può causare disagio". Di conseguenza suggeriscono di "limitare l'utilizzo dei telefoni cellulari".

SOTT.net è un sito di notizie internazionali gestito da utenti, grazie ad editori volontari provenienti da tutto il mondo. Il Quantum Future Group, Inc.(QFG), una non-profit creata dal fisico-matematico Arkadiusz Jadczyk e Laura Knight-Jadczyk che sponsorizza ricercatori indipendenti impegnati a raccogliere dati storici e sociali per l'analisi di sistemi matematici, è inoltre nominato nella causa come imputato nonostante il fatto che il QFG non è possessore di SOTT.net, né ha una partecipazione di maggioranza nel sito.

HBI asserisce nella causa stilata da Bullivant Houser Bailey, PC, Portland, che gli operatori di SOTT.net "pubblicarono dichiarazioni false e diffamatorie" nei confronti di HBI e Eric Pepin sul Forum sito Web di SOTT. Pepin domanda approssimativamente 4,5 milioni di dollari per danni.

La causa origina dalle informazioni pubblicate sul forum di SOTT [1] dove partecipanti da ogni parte del globo scoprirono e ripubblicarono informazioni di pubblico dominio e archivi giornalistici che mostravano come Pepin si fosse recentemente esposto ad accuse di abuso sessuale in una corte dell'Oregon coinvolgenti un bambino e un ex-dipendente di HBI. Un gran giurì trovò poi sufficiente evidenza per imputare Pepin che ammise davanti alla corte di avere relazioni sessuali con i suoi dipendenti. In accordo con l'Oregonian Newspaper [2] il Giudice Steven L. Price, che presiedeva sul caso, affermò che era "probabile che la presunta condotta si sia verificata", ma dato che l'assenza del marchio di una data sul video che provava che gli eventi accaddero quando il querelante era ancora in posizione rilevante, le accuse non potevano essere provate 'al di fuori di ogni ragionevole dubbio'. Il Giudice
Price fu quindi obbligato a prosciogliere l'accusa.

In risposta all'accusa di HBI, Laura Knight-Jadczyk, fondatrice di SOTT.net e nominata come imputata, ha detto che "Questo è un attacco alla libertà di espressione, chiaro e semplice. Gli argomenti di cui SOTT.net è implicato - la patologia del potere e le cospirazioni tra le persone al potere - sono specificatamente poste come traguardo nella causa. Una vittoria di Pepin, considerando la natura internazionale di questa causa, creerebbero dunque un pericoloso precedente nelle corti degli Stati Uniti e porteranno serie implicazioni per la libertà di espressione su Internet e in definitiva per le libertà civili ovunque".

SOTT.net fa richiesta che tutte quelle persone che hanno un interesse nel salvaguardare la libertà di espressione su Internet facciano uno sforzo per assicurare che queste informazioni raggiungano il più ampio pubblico possibile.

Per ulteriori informazioni visitate SOTT.net

[1] http://www.sott.net/signs/forum/viewtopic.php?id=1360&p=1

[2] http://blog.oregonlive.com/breakingnews/2007/05/leader_of_washington_county_in.html

Riguardo a SOTT.net

Fondato nel 2002, Signs of the Times (SOTT.net) è un sito di risorse di
ricerche su notizie alternative e analisi di notizie.
Contatti: sott@sott.net
http://www.sott.net

Link in italiano:
Segni del Tempo

Attacco alla libertà di parola su internet!

Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé



Via isole.ecn.org

" Diversamente dall'animale che, di regola, è autonomo poco tempo dopo la nascita, il cucciolo dell'uomo necessita a lungo, molto a lungo, di aiuto. [...] Ogni bambino dipende dagli altri per il soddisfacimento dei propri bisogni perché non può provvedere a se stesso. Può piangere e gridare, è vero, chiedere aiuto, ma poi occorre vedere se coloro che gli stanno attorno danno retta alle sue invocazioni. [...] L'unica possibilità che al neonato rimane di aiutare se stesso quando non si ascolta la sua invocazione consiste nella rimozione del dolore che, a sua volta, comporta una mutilazione del suo animo, poiché la rimozione provoca un turbamento delle facoltà di sentire, percepire, ricordare. Se queste innate facoltà non hanno modo di svilupparsi, arriverà il giorno in cui l'individuo - per esempio - non saprà più cosa significa essere senza protezione, e non sarà nella condizione di poter dare a suo figlio la protezione di cui questi avrà, a sua volta, urgente bisogno. Genitori che non abbiano mai avuto amore, che nel venire al mondo non abbiano trovato altro ad accoglierli che freddezza, insensibilità, indifferenza e cecità, e che siano vissuti in quest'atmosfera nel corso dell'infanzia e della giovinezza non possono donare amore: e come potrebbero, del resto, visto che non sanno che cosa è e che cosa può significare l'amore? Eppure i loro figli sopravviveranno. E a loro volta, esattamente come i loro genitori, non ricorderanno affatto i traumi ai quali sono stati esposti in passato, perché sia questi traumi, sia i relativi bisogni sono stati da loro rimossi, vale a dire completamente banditi dal livello di coscienza. Se un essere umano nasce in un mondo freddo e indifferente, lo considera come l'unico mondo possibile. Tutto quello che in seguito crederà, sosterrà, riterrà giusto, sarà basato su queste prime esperienze formative. Oggi si può anche dimostrare che questo prezzo è non solo troppo alto per il singolo individuo, ma implica anche un gravissimo pericolo per la collettività."

Con queste ed altre parole, semplici e comprensibili, la nostra autrice introduce "L'infanzia rimossa" (titolo originale "Das verbannte Wissen"), uscito in Svizzera e in Germania alla fine degli anni ottanta e tradotto da noi qualche anno più tardi.

Ma di chi stiamo parlando?

Di Alice Miller, una psicologa che vive e lavora a Zurigo. Oggi dovrebbe essere un'energica signora non più tanto giovane. Non la conosciamo ancora di persona ma apprezziamo molto i suoi libri, il suo lavoro, il suo stile asciutto. Condividiamo le sue battaglie contro gli abusi all'infanzia, la pedagogia nera, i limiti e il conservatorismo della psicoanalisi freudiana più ortodossa, per superare la paura e l'incapacità degli adulti di mettersi dalla parte dei bambini e dei più giovani. Le sue tesi ci hanno convinto così tanto da divenire un punto di riferimento per molti di noi che hanno praticato e praticano tuttora lavoro di base con bambini, adolescenti e giovani in quartieri operai alla periferia di Milano. Alice Miller ci ha offerto spunti di riflessione, strumenti di analisi e vario materiale esemplificativo a sostegno di una delle nostre convinzioni: che esiste, insieme ad altre oppressioni, un'oppressione generazionale. Un'oppressione che viene esercitata sui bambini, sugli adolescenti e si esplicita in generale nel dominio degli adulti sui giovani, attraverso una serie di mezzi, comportamenti ed istituzioni. Un'oppressione distinta da quella di classe, ad esempio, o da quella etnica, o da quella esercitata degli uomini sulle donne, ma che ad esse si somma, con conseguenze disastrose.

Su cosa ci fa riflettere dunque, questa studiosa dell'infanzia? Ha scritto molti saggi sulla realtà infantile, sulle conseguenze di una educazione violenta, repressiva o anaffettiva sulla formazione della personalità. Sulle possibilità e i limiti della psicoterapia. Per chi avesse curiosità ed interesse di approfondire e verificare per proprio conto, ricordiamo, tra gli altri: "Il bambino inascoltato: realtà infantile e dogma psicoanalitico", "Il dramma del bambino dotato", "La persecuzione del bambino: le radici della violenza", "La fiducia tradita", "L'infanzia rimossa", "La chiave accantonata".

Una delle tesi di fondo di questi saggi è la seguente. Ogni bambino normalmente dotato, e quindi pronto e sensibile, ha la capacità di captare le aspettative e i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi. Più sono pressanti e inconsapevoli tali richieste degli adulti e più il bambino, per la vitale necessità di sentirsi amato e accettato, tenderà a questo adattamento, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, la gelosia, l'indignazione, l'invidia, la paura) che risultano inaccettabili ai grandi. In questo consiste "il dramma": così facendo, il bambino non riesce a integrare nella sua personalità la parte più vitale del suo vero Sé. Nascono da qui insicurezza affettiva e una sorta di impoverimento psichico, che poi sfociano nella depressione o si celano dietro una facciata di grandiosità, o sono destinati a produrre comportamenti violenti e oppressivi ai danni di altri soggetti più deboli.

Durante i primi anni di vita dunque, il bambino subisce i traumi più forti e dolorosi. Ma, dal momento che l'unica sua risorsa contro il dolore è la rimozione immediata, il piccolo dimentica subito la ferita fisica e psicologica che gli viene inferta da chi dovrebbe invece provvedere ai suoi bisogni. Nessun bambino può infatti sopportare e neanche concepire l'idea di non essere al centro dell'amore disinteressato dei propri genitori.

Ecco l'importanza e l'estrema pericolosità del meccanismo di rimozione, sulle cui conseguenze l'autrice torna molto spesso, ne " Il dramma", ne "L'infanzia rimossa" e in altri saggi. La conservazione di questa rimozione, che è stata necessaria al bambino per garantirgli la sopravvivenza, spiega la Miller, ha nell'adulto conseguenze devastanti.

Molti "[...] ritengono che bisogna rassegnarsi perché non conoscono alternative. Non sanno che è senz'altro possibile dissolvere la rimozione dell'infanzia e imparare a sopportare la verità nel corso di un processo graduale [...] Ciò che vale per il singolo, vale anche per l'evoluzione della coscienza collettiva".

via ilfarodelavita.com
È un bravo bambino,
per questo sarà infelice.


A leggere il bel libro di Alice Miller (psicoterapeuta, nonché psicoanalista alquanto eterodossa), fin dalle prime pagine appare evidente come il dramma del bambino dotato non sia problema di appartenenza esclusiva ai bambini dotati, bensì interessi un po’ tutti quanti gli ex fanciulli troppo desiderosi di soddisfare le aspettative genitoriali; ma tant’è: il titolo è suggestivo, sia nella puntuale traduzione italiana che nell’originale tedesco: Das Drama des begabten Kindes (Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé). Veniamo però alla tesi del saggio.

Secondo la ricerca della Miller, va innanzitutto ribaltato il luogo comune per cui i figli considerati l’orgoglio dei loro genitori avrebbero, da adulti, una salda consapevolezza del loro valore e una chance in più per realizzarsi. Al contrario, secondo l’autrice, spesso da grandi essi rivelano una scarsa autostima, soffrono di sensi di colpa o depressione e vengono colti con frequenza dal timore di aver tradito l’immagine ideale che di se stessi si erano costruiti o, meglio, mamma e papà avevano finito col fabbricare per quei loro figli così ubbidienti e in gamba. Riassunto in parole povere: gli ex bravi ragazzi non necessariamente diverranno uomini (o donne) felici e realizzati. Anzi.

Prima di illustrare la sua tesi, la Miller pone all’attenzione del lettore alcune premesse, secondo le quali in primis bisogno essenziale di ogni bambino è il venir considerato (amato) per quello che realmente è e per ciò che egli emotivamente prova o esprime in ogni fase del suo sviluppo infantile. Solo se sia presente un siffatto clima di accettazione/comprensione, infatti, sarebbe possibile un “sano sviluppo”, atto a favorire successivamente la separazione dalla figura materna e l’autonomia. Ma se i padri e le madri di tali bambini sono un tempo cresciuti in uno “stato di carenza affettiva” e senza la comprensione partecipe dei loro genitori; se sono rimasti essi stessi degli insicuri, non permetteranno una crescita armonica ai propri figli che perpetueranno fatalmente il loro disagio.

Stanti tali premesse, ne consegue che il cosiddetto “bravo bambino” altri non si rivela che un piccolo essere il quale, per paura di perdere l’amore di mamma e papà, evita di manifestare sentimenti (soprattutto negativi: quali rabbia, invidia o paura) che vede non tollerati dalla coppia genitoriale e finisce per adattarsi invece con docilità a quei modelli di comportamento e condotta che i due membri più presenti e autorevoli della famiglia finiscono più o meno consciamente per imporre al bimbo. Ma ciò fa sì vengano compressi e soffocati i tratti maggiormente autentici della personalità, con tutto il corollario di insicurezza, impoverimento ed alienazione psichica che ne deriva. Per non parlare dei casi, cui si tratta nel saggio, nei quali il falso Sé – come lo chiama la Miller – si maschera dietro a una fragile grandiosità e supponenza maniacale: schermo inautentico che presto o tardi tende ad incrinarsi, facendo magari scivolare il soggetto nei gorghi di un micidiale stato depressivo.

La domanda da porci, allora, credo sia una sola: può giovare la psicoterapia in casi siffatti? L’autrice, ovviamente, ne è convinta, insistendo sull’opportunità di rielaborare il lutto del disamore patito durante l’infanzia dai bambini dotati o troppo buoni che dir si voglia. Unita alla necessità di far comprendere loro come l’ammirazione, il plauso e l’accettazione dei grandi non era davvero rivolta ai piccoli adulti ma giusto all’ubbidienza o alle prestazioni brillanti loro. “A questo punto” scrive ottimista la Miller “succede che il vero Sé, dopo decenni di silenzio, può risvegliarsi alla vita con una rinnovata capacità di sentire”; sostenendo altresì come per tali persone, solo la capacità di rivivere i sentimenti infantili rimossi ? con tutta l’impotenza ad essi collegata ? consente di rinforzare sicurezza, autonomia ed autostima.

Si magnifica insomma qui il ruolo dello psicoterapeuta (psicoanalista o meno) cui vengono richiesti in primo luogo disponibilità all’ascolto, capacità empatica e assoluto rispetto per il vissuto emozionale – quale che sia ? del paziente. Ma, dice bene la Miller, attenti alle illusioni, perché il significato profondo della psicoterapia non sta nel “correggere il destino del paziente” o, peggio ancora, nel prospettargli esaustive soluzioni/razionalizzazioni sanatrici, “bensì nel consentirgli l’incontro col proprio destino”. E ciò non mi sembra davvero cosa di poco conto.

Citazione dal testo:
Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, né cancellare i danni che ci furono inflitti nell'infanzia. Possiamo però cambiare noi stessi,"riparare i guasti", riacquisire la nostra integrità perduta. Possiamo far questo nel momento in cui decidiamo di osservare più da vicino le conoscenze che riguardano gli eventi passati e che sono memorizzate nel nostro corpo, per accostarle alla nostra coscienza. Si tratta indubbiamente di una strada impervia, ma è l'unica che ci dia la possi bilità di abbandonare infine la prigione invisibile - e tuttavia così crudele - dell'infanzia e di trasformarci, da vittime inconsapevoli del passato, in individui responsabili che conoscono la propria storia e hanno imparato a convivere con essa.

Indice del volume:

1. Il dramma del bambino dotato e come siamo diventati psicoterapeuti
2. Tutto fuorché la verità
3. Il povero bambino ricco
4. Il mondo perduto dei sentimenti
5. Alla ricerca del vero Sé
6. La situazione dello psicoterapeuta
7. Il cervello d'oro
8. Depressione e grandiosità due forme della negazione
9. Destini dei bisogni infantili
10. L'illusione dell'amore
11. Fasi depressive durante la terapia
12. La prigione interiore
13. Un aspetto sociale della depressione
14. La leggenda di Narciso
15. Il circolo vizioso del disprezzo
16. La mortificazione del bambino, il disprezzo della debolezza e le loro conseguenze. Esempi tratti dalla vita quotidiana
17. Il disprezzo alla luce della terapia
18. Postfazione
19. Ringraziamenti

Patocrazia

Segni del Tempo
9/01/07

SdT: esiste un male, un male dell'uomo, misteriosamente svincolato da qualsiasi barriera ideologica, dalla più antica alla più recente. Questo male di tanto in tanto si focalizza, si espande e poi muore, riuscendo a volte a sopravvivere per millenni, perché molto efficace, e a volte un solo lustro, consumandosi in fretta e furia. Passerà anche questo, ma quando?

Contiamo sulla stupidità di chi nasce distruttore, e poi stramazza come un cancro che ha esaurito le risorse del corpo che lo ospita (il mondo). Non importa, la sua limitazione consiste nel non percepirne né i confini, né l'utilità. Non si ferma se non ostacolato. Dentro, un vuoto lo trapassa da parte a parte, perché diviso, o solo metà della storia.


Ponerologia politica: La scienza del male e il suo uso per scopi politici

Carolyn Baker
http://carolynbaker.org/
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Stimiato
11.02.2007

EVIL
1. a: moralmente riprovevole, peccaminoso - empio; 2. a (arcaico): inferiore; b: che causa sconforto o repulsione - ripugnante; c: sgradevole; 3. a: che causa danno - pernicioso; b: segnato dalla sfortuna - sfortunato [Merriam-Webster Online]


La canadese Red Pill Press ha recentemente pubblicato il libro dello psicologo Andrew M. Lobaczewski, intitolato Political Ponerology [Ponerologia politica, ndT] (Red Pill Press, Canada, 1998 e 2006) nel quale l'autore spiega sulla base di proprie osservazioni come durante i suoi anni di lavoro clinico in Polonia abbia notato un'alta correlazione fra gli atti che molta gente etichetterebbe come “cattivi” e varie patologie. La classificazione diagnostica più adatta per questi individui nel moderno gergo psicologico sarebbe sociopatico, la cui più importante caratteristica è l'apparente assenza di una coscienza o empatia in relazione agli altri esseri viventi. Lobaczewski e alcuni dei suoi colleghi est-europei che lavoravano sotto l'impero sovietico decisero di intraprendere questo studio ad un livello più alto e investigarono il ruolo che la sociopatia giocava nel governo, negli affari e in altri gruppi sociali.

La Ponerologia politica (dalla parola greca poneros, male) è una scienza sulla natura del male adattato per scopi politici che all'estremo di una più vasta scala risulta in una patocrazia. La ricerca indica che i sociopatici si trovano in tutte le razze, etnie e religioni e che nessun gruppo è immune ad essi. I sociopatici costituiscono, secondo l'autore, circa il 6% della popolazione in qualsiasi gruppo. L'editore di Red Pill afferma che “Political Ponerology è un libro che offre un orribile sguardo dentro la struttura sottostante ai nostri governi, le nostre corporazioni più grandi, e anche il nostro sistema giudiziario”. Dopo aver letto questo libro, una gran quantità di domande assillanti sulle linee di condotta e le pratiche dei funzionari governativi e aziendali hanno cominciato a trovare una spontanea risposta dato che le analisi di Lobaczewski vanno al cuore del perché il governo degli Stati Uniti sia divenuto un'impresa criminale che fa di tutto per dominare il mondo e per annichilire grandi quantità di esseri umani sia all’interno che nel mondo.

Quando ho cominciato il libro sono stata scoraggiata non poco dallo stile di scrittura europeo di Lobaczewski – la sua prolissità e il suo approccio che sfida la sintesi. Ciononostante, man mano che leggevo e, devo ammettere, mi struggevo con le sue frasi, sentivo crescere un senso di gratitudine verso il libro e verso l'amico che me lo aveva procurato. In definitiva, è necessario condividere alcuni dei concetti fondamentali dell'autore, e questo articolo ne rappresenta proprio un tentativo.

Innanzitutto Lobaczewski fa notare che le società sono più vulnerabili al male nei tempi buoni. “Nei tempi migliori”, scrive, “la gente perde di vista il bisogno di una profonda riflessione, di introspezione, di conoscenza degli altri, e di una comprensione delle complicate leggi della vita”. Nella mia vita non ho certo potuto essere testimone di una società americana che sperava di riflettere e di lottare contro le complessità dell'esistenza dalla guerra del Vietnam. Sebbene molte delle proteste e dell'attivismo degli anni 60 fossero miopi e naif, la tensione e l'angoscia di quell'era portarono una maggioranza di individui negli Stati Uniti a guardare più profondamente dentro sé stessi di quanto avrebbero fatto altrimenti.

Subito dopo la fine della guerra, certamente, arrivò il Watergate, con l'ulteriore conferma che i governi tradiscono sempre i loro stessi cittadini e sempre, facendolo, mentono. Quindi mentre la ME-generation degli anni settanta ci offriva le illusioni di pace e di un governo onesto, venivano poste le basi, interne e internazionali, per gli orrori odierni. L'America era stanca della guerra e provata dalla ferita del Watergate, recitando così l'asserzione di Lobaczewski: “Durante i tempi buoni, la ricerca della verità diventa scomoda perché rivela fatti sconvenienti”. D'altra parte, afferma, “La sofferenza, lo sforzo e l'attività mentale durante i periodi di amarezza imminente portano ad una progressiva, generalmente elevata, rigenerazione dei valori perduti, che risulta nel progresso umano”. Al contrario, “Il ciclo di tempi felici e pacifici favorisce un assottigliamento della visione del mondo e un incremento dell'egocentrismo...”. Bene, Jung lo disse molto prima di Lobaczewski: le sofferenze analizzate coscientemente producono crescita mentre limitarsi a vivere solo i tempi buoni produce stagnazione e delusione.

Forse nessuna generazione nella storia americana è mai stata tanto vulnerabile all'egocentrismo come quella degli anni settanta. Divenne nota come la ME-generation per una ragione – non soltanto perché gli Americani divennero più personalmente narcisisti ma anche perché al livello internazionale, nonostante avessimo perso la nostra prima guerra e fossimo consumati dallo scandalo Watergate, procedemmo nel dimostrare la nostra superiorità continuando ad organizzare vari colpi di stato in tutto il mondo ed imponendo una guerra economica contro le nazioni in via di sviluppo, preparando le condizioni per l'ascesa di Reagan al potere negli anni ottanta e per la polarizzazione di noi stessi come i salvatori in contrasto con l'”impero del male” di chiunque altro osasse dissentire.

È esattamente in quei tempi di ego-delirio che le nazioni si sottopongono sorde, mute e cieche a sociopatici senza coscienza che le seducono in pratiche e politiche letali per esse stesse e per il resto del mondo. La mancanza di riflessione produce per definizione esseri umani privi di discernimento.

Un enorme problema che ho incontrato nella esposizione della teoria di Lobaczewski è l'uso dell'aggettivo “normale” per descrivere la gente che non è sociopatica. Avrei sperato nell'utilizzo di un altro termine, dato che “normale” è così amorfo e carico dell'assunzione naif che esiste qualcosa come un essere umano che non è anomalo in almeno un aspetto della sua vita. Ciononostante egli sottolinea che i cosiddetti individui “normali” non possono comprendere la mente o il comportamento del sociopatico e sono quindi particolarmente vulnerabili ad esso – da qui il motivo principale per scrivere un libro sulla Ponerologia, esattamente per informare i non-sociopatici sulla patologia. L'autore usa il termine “spellbinders” [incantatori, ndt] per descrivere gli incantatori di serpenti psicologici che sembrano saggi, illuminati pensatori/politici, anche attivisti che si presentano come i possessori di conoscenze basate su ricerche svolte unicamente da loro o su informazioni ottenute attraverso canali straordinari ai quali nessun altro ha accesso. Ciò potrebbe anche valere per leader di culto come Warren Jeffs e Jim Jones.

Tuttavia l'autore avverte il lettore che i nostri stessi processi inconsci possono portarci a bloccare le “bandiere rosse” che potrebbero saltar fuori quando si ha a che fare con dei sociopatici. “I processi psicologici inconsci superano il ragionamento cosciente, sia nel tempo che nell'interesse, il che rende possibili molti fenomeni psicologici”. Così il rifiuto che proibisce ad alcuni individui di vedere le verità più oscure in ciò che un sociopatico cerca di promuovere, ad es. “Il nostro governo non ci farebbe mai del male; il nostro governo ha nel cuore i nostri migliori interessi; nessun presidente potrebbe sfuggire a questo; il principio della legge è ancora al lavoro in America; il fascismo non potrebbe attecchire qui; il governo degli Stati Uniti non può avere orchestrato gli attacchi dell'11/9; se l'11/9 fosse stato orchestrato dal governo degli Stati Uniti, troppa gente dovrebbe essere coinvolta per mantenere ciò segreto”, e così via all'infinito.

Lobaczewski afferma che ogni società dovrebbe insegnare ai suoi membri adeguate capacità di pensare e a come individuare la bandiera rossa della sociopatia. Insegnare abilità di pensiero critico nel processo dell'educazione è un passo in questa direzione, ma nell'enorme progetto di involuzione americano No Child Left Behind [Nessun Bambino (sia) Lasciato Indietro, ndt] anche questo primo passo è strepitosamente assente.

L'autore afferma che “una rete sempre più forte di psicopatici e individui correlati inizia gradualmente a dominare, oscurando gli altri”. La situazione degenera rapidamente in una patocrazia, o un sistema dove una piccola minoranza patologica prende il controllo di una società di gente normale. L'editore del libro, Laura Knight-Jadczyk, nelle sue note a piè di pagina non esita a indicare Karl Rove, Disk Cheney e Donald Rumsfeld, sotto l'insegnamento di Leo Strauss, come i principali attori nella patocrazia americana del ventunesimo secolo. Tragicamente, secondo l'autore, “La patocrazia progressivamente paralizza ogni cosa (e) ... progressivamente si intromette ovunque, soffocando tutto”.

Se tutto ciò suona molto triste, e lo è, Lobaczewski ci incoraggia enfatizzando che, “Se l'attività ponerogenica di fattori patologici – gli individui deviati e le loro attività – è soggetta ad un controllo cosciente di natura scientifica, individuale e sociale, possiamo reagire al male tanto efficacemente quanto faremmo per mezzo di richiami persistenti al rispetto dei valori morali”. In altre parole, insiste l'autore, lottare per i soli valori morali non può prevenire né scoprire l'attività ponerogenica. Infatti, afferma, può esacerbare tale attività distogliendo l'attenzione dalle più orribili forme del male verso ciò che non è male affatto o si rivela con una qualità più complessa e meno sfacciata. Ci basta osservare l'ideologia e la retorica del diritto religioso in questo paese per notare un esempio stellare di quest'ultimo. Professandosi una “cultura della vita” è implacabilmente ossessionato dalla morte, dalla violenza apocalittica, dal fuoco dell'inferno e dalla dannazione. Nell'attuale ambiente sociale non serve essenzialmente alcuno scopo se non quello di alimentare e perpetuare la patocrazia.

Political Ponerology è un lavoro di inestimabile valore che ogni essere umano proteso alla coscienza dovrebbe leggere, non soltanto per la sua esposizione della patologia degli individui che attualmente comandano il governo degli Stati Uniti, ma anche per la luce che potrebbe fare sugli individui a noi più vicini, alcuni dei quali potrebbero essere amici, compagni attivisti, leader civici o negli affari. Lo scopo del libro non è incitare alla paranoia, ma coltivare il discernimento e rafforzare la nostra fiducia nella nostra innata intuizione allo scopo di navigare tra le deprimenti manifestazioni del male che ci circondano nel ventunesimo secolo.

La Psicopatia

“Gli psicopatici sono molto bravi a mascherare il loro vero sé davanti alle persone che vogliono manipolare e truffare. Avere in mente una semplice lista diagnostica dei tratti che definiscono la psicopatia non garantisce il successo nel riconoscimento degli psicopatici. Infatti, si verifica spesso che esperti ben addestrati in questo settore di studi vengano gabbati e manipolati da noti psicopatici che hanno appena incontrato” (Paul Babiak e Robert D. Hare, 2006).

Il Dott. Robert Hare, che ha condotto indagini per oltre 20 anni, afferma: «Si trovano psicopatici in ogni professione… l'avvocato timido, il medico sempre sul punto di perdere la licenza, l'uomo di affari che propone l'improponibile».

Hare descrive gli psicopatici come persone a cui manca la capacità di provare compassione o rimorsi di coscienza e mostrano disinvoltura, fascino superficiale, grandiosità, menzogna patologica, comportamento imbroglione/manipolativo, mancanza di sensi di colpa, facilità alla noia, mancanza di empatia ed altri tratti spesso riscontrati nei ciarlatani. Secondo Hare queste persone soffrono di un difetto cognitivo che impedisce loro di provare solidarietà o rimorso.[Dossier Ciarlataneria]

E’ un concetto soggetto a molte discussioni, ma di solito è definita come una costellazione di caratteristiche affettive, intrapersonali e comportamentali che includono egocentrismo, impulsività, irresponsabilità, emozioni superficiali, assenza di empatia, senso di colpa o rimorso, mentire patologico, manipolazione e persistente violazione di norme e aspettative sociali (Cleckley 1976; Hare 1993). I crimini degli psicopatici sono di solito completamente freddi, omicidi senza rimorso privi di una ragione apparente. A sangue freddo si prendono ciò che vogliono e agiscono a loro piacimento senza il minimo senso di colpa o pentimento. In molti sensi essi sono predatori interspecie nati che soddisfano la loro sete di potere e di controllo mediante il fascino, la manipolazione, l’intimidazione e la violenza. Mentre quasi tutte le società li considererebbero dei criminali (con l’eccezione di società di frontiera o in guerra dove possono diventare eroi, patrioti o leaders), è importante distinguere il loro comportamento dal comportamento criminale. Come recita un assioma comune in psicologia, LA MAGGIOR PARTE DEGLI PSICOPATICI HANNO PERSONALITA’ ANTISOCIALE MA NON TUTTI COLORO CON PERSONALITA’ ANTISOCIALE SONO PSICOPATICI. Questo perché l’APD è definita principalmente dai comportamenti (comportamenti antisociali da Fattore 2) e non coinvolge le dimensioni affettive/intrapersonali (caratteristiche a nucleo psicopatico da Fattore 1, narcisismo) della psicopatia. Inoltre, sia i criminali che gli affetti da APD tendono ad “andare oltre” il crimine, mentre gli psicopatici no. Gli psicopatici amano intellettualizzare nel trattamento con la loro comprensione a metà delle regole. Come il personaggio di Star Trek Spock, il loro ragionamento non sopporta nessun mescolamento di cognizione ed emozione. Sono predatori calcolatori che quando si trovano in trappola tenteranno di scappare, di creare fastidi e pericoli per lo staff che li ha in cura, di avere un’influenza distruttiva nei confronti degli altri pazienti o detenuti e simuleranno sintomi falsi per essere trasferiti, andando avanti e indietro tra diversi istituti.

Le caratteristiche comuni dei tratti psicopatici (voci della PCL-R) sono:

*Fascino facile e superficiale
*Grandioso senso di autostima
*Bisogno di stimoli
*Mentire patologico
*Tendenza all’imbroglio e alla manipolazione
*Assenza di rimorso o senso di colpa
*Affettività superficiale
*Insensibilità e mancanza di empatia
*Stile di vita parassitico
*Scarso controllo comportamentale
*Comportamento sessuale promiscuo
*Problemi comportamentali precoci
*Carenza di obiettivi realistici a lungo termine
*Impulsività
*Irresponsabilità
*Incapacità di accettare la responsabilità delle proprie azioni
*Molte relazioni coniugali a breve termine
*Delinquenza giovanile
*Revoca della libertà condizionata
*Versatilità criminale[Crimine.net]

lunedì, gennaio 30, 2006

Ciao!



Prima o poi ritornerò…

venerdì, gennaio 27, 2006

Imminente il collasso dell'economia statunitense

SiberNews Media Team

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

link

Nel tentativo di stabilire un impero mondiale che domini su ogni nazione del pianeta, gli Stati Uniti hanno esaurito i loro fondi per finanziare tale espansione ed ora si trovano di fronte ad un imminente collasso finanziario.
Tutto indica che il 2006 segnerà la fine dell'America.
Consideriamo questi cinque punti importanti:

1) Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele stanno preparando un attacco all'Iran. La ragione principale è di impedire all'Iran di vendere il proprio petrolio in euro, parallelamente l'Iran sta per disfarsi del dollaro già da marzo 2006.

2) John Snow, il Segretario al Tesoro statunitense, di recente ha lanciato un grido d'allarme dicendo che il governo degli Stati Uniti è sull'orlo del collasso, e, siccome il debito limite di 8.184 trilioni di dollari imposto dal Congresso sta per essere raggiunto a metà febbraio, il governo statunitense sarà impossibilitato a continuare le sue operazioni normali. Se si considera che il debito totale statunitense attualmente è di 8.162 trilioni di dollari, una volta che si toccano gli 8.184 trilioni di debito, il credito degli Stati Uniti all'estero, cioè il suo potere di farsi prestare fondi, finirà. Le nazioni (principalmente la Cina) che ancora tengono a galla gli Stati Uniti con le loro riserve di dollari, molto probabilmente smetteranno di farlo.

3) I manager della Bank of America e della Compass Bank (e con loro probabilmente quelli di tutte le altre banche americane) in settimane recenti hanno dato istruzioni ai loro impiegati su come rispondere alle richieste dei loro clienti in caso di collasso dell'economia americana - specificamente dando istruzioni ai loro impiegati che soltanto agenti della sicurezza nazionale avranno l'autorità per decidere quali effetti personali i clienti potranno riavere dalle loro cassette di sicurezza e quali metalli preziosi ed altre cose di valore non potranno essere loro restituiti. Agli impiegati delle banche è stato proibito di parlare di queste nuove misure ma naturalmente la voce circola tra famigliari ed amici.

La prossima volta che vi recate in banca informatevi al riguardo - poi chiedete a voi stessi perché questa informazione è stata tenuta segreta sia a voi che al pubblico in generale - che cosa sta succedendo realmente?

4) La FEMA (Federal Emergency Management Agency), ha messo in attività, e sta attualmente reclutando, personale militare per la sua grande rete di campi di internamento vuoti. All'insaputa della maggioranza degli americani questi campi sono strategicamente posizionati attraverso gli Stati Uniti per poter gestire la popolazione in caso di attacchi terroristici, rivolta civile, dissenso popolare su larga scala o ribellione contro il governo.
Alcuni di questi campi circondati da filo spinato possono contenere fino a un milione di persone.

5) Il Patriot Act (contro il terrorismo internazionale) e il voto del 14 novembre scorso da parte del Senato teso ad abolire l'habeas corpus (che impedisce la detenzione abusiva, NdT) insieme a demandare unicamente a George Bush l'autorità di imporre la legge marziale, la sospensione dell'habeas corpus ed ignorare il Posse Comitatus Act (che limita l'uso di personale militare per far rispettare leggi civili, NdT), hanno nell'insieme quasi distrutto ogni nozione di libertà e di giustizia per gli americani.

Ricapitolando: L'economia statunitense è deteriorata, gli Stati Uniti sono in fallimento - le spese incontrollate di questa amministrazione, la guerra illegale contro l'Afghanistan e l'Iraq, il costo senza precedenti della corsa agli armamenti e la massiccia spesa militare - hanno contribuito ad un'emergenza irreversibile che sta ora minacciando l'esistenza stessa della Nazione e le nostre stesse vite.

Gli ospedali chiudono i battenti, le corporazioni maggiori dichiarano bancarotta e/o stanno spostando i loro uffici all'estero; il monopolio dei media non sputa che bugie e i nostri impavidi capi si sono rivelati per quel che sono, cioè dei criminali spietati, dediti a destabilizzare il Paese e a derubarci dei nostri averi.

Attenzione, siamo alla soglia della rovina totale - ai banchieri internazionali e profittatori di guerre interessano poco le nostre vite e quelle delle nostre famiglie - questi demoni adorano il denaro ed ogni cosa ignobile e maligna - hanno molto da guadagnare con la guerra, miseria, malattie, fame, caos e morte (la nostra morte).

Siamo agli sgoccioli - il dipartimento del Tesoro è ormai senza fondi - il governo non può e non vuole prendersi cura dei bisogni dei propri cittadini né di rendere sicure le nostre frontiere - in più, tutta la faccenda terroristi non è che una colossale presa in giro ai danni dei cittadini e disegnata per istillare paure tese a vincere il nostro supporto per il genocidio che si sta perpetrando in Iraq.

Se l'America (con le forze inglesi ed israeliane) lancerà una guerra contro l'Iran, o un'altra nazione senza prima sanare o persino riprendersi dal corrente deficit causato dalle guerre in Iraq e altrove - il costo di tale invasione sopraffarrà la nostra economia già in ginocchio e spingerà gli Stati Uniti oltre il baratro nell'oblio totale.

Domanda: considerando il fatto che la Cina detiene circa 769 miliardi di dollari (fonte: Mike Whitney, www.informationclearinghouse.info) che tengono la nostra economia in piedi, pensate che la Cina continuerà a sostenere una nazione che lancia bombe nucleari contro il suo vicino (l'Iran) mettendo a repentaglio e a rischio fallout (precipitazione radioattiva) le sue province più vicine all'Iran, uccidendo centinaia, se non migliaia di cinesi?

Io penso di no.

Basandomi sui punti sopraindicati della preparazione escogitata dalla autorità statunitense, direi che qualcosa puzza, lo sentite anche voi?

lunedì, gennaio 23, 2006

Generale Leonid Ivashov : «Il terrorismo internazionale non esiste»

Via voltairenet.org:
Generale Leonid Ivashov : «Il terrorismo internazionale non esiste»
di Leonid Ivashov


Il generale Leonid Ivashov era capo di Stato Maggiore dell’esercito russo al momento degli attentati dell’11 settembre 2001. Avendo vissuto gli avvenimenti dall’interno, egli ce ne fornisce un’analisi molto diversa da quella dei suoi omologhi statunitensi. Come durante il suo intervento alla conferenza Axis for Peace 2005, in questa intervista egli spiega che il terrorismo internazionale non esiste e che gli attentati dell’11 settembre sono una messa in scena. Quello che vediamo è solo un terrorismo strumentalizzato dalle grandi potenze e che non esisterebbe senza di esse. Invece di fingere una “guerra mondiale al terrorismo”, egli sostiene che il modo migliore di ridurre gli attentati consiste nel ripristino del diritto internazionale e della pacifica cooperazione sia tra gli Stati che tra i loro cittadini.

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venerdì, gennaio 20, 2006

Il Panottico: Una prigione di sorveglianza di massa per l'umanità



Le ultime tendenze del Grande Fratello superano i peggiori incubi orwelliani
DI ALEX JONES & PAUL JOSEPH WATSON

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di AJRAM

Per Panottico si intende una prigione costruita in maniera tale che un sorvegliante possa vedere ogni prigioniero in qualunque momento, senza però essere visto. Questa è una descrizione precisa del movimento sempre più incalzante intrapreso dai governi occidentali per erigere potenti e gigantesche griglie di controllo e di individuazione che dilagano in ogni ambito, e che hanno lo scopo di mantenere saldamente tutta la popolazione sotto lo sguardo attento e funesto del Grande Fratello.[...]

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giovedì, gennaio 19, 2006

Mordechai Vanunu: “E’ perchè Israele possiede la bomba atomica che può praticare l’apartheid senza timore”

di Silvia Cattori via voltairenet.org

Nel 1986, Mordechai Vanunu, ingegnere presso il centro di Dimona, rivelò al Sunday Times, l’esistenza del programma nucleare militare israeliano. Rapito in Italia dal Mossad subito dopo aver preso contatto con giornalisti britannici e prima che il loro articolo fosse pubblicato, fu processato a porte chiuse (in Israele) e condannato a 18 anni di prigione. Sebbene gli sia vietato di contattare la stampa, ha risposto alle domande di Silvia Cattori che lo ha intervistato per il Réseau Voltaire.

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